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Interviste | Pubblicato il 3 giugno 2013

Qualche mese fa vi abbiamo presentato l’album di debutto degli Aidan, band  molto interessante proveniente da Padova. L’album d’esordio The Relation between Brain and Behaviour è stato prodotto dalla Red Sound Records. E proprio il creatore della label,  Gianni Manariti, si è cimentato in una “surreale” chiacchierata con Davide e Michael. Buona Lettura!

Aidan

Possibile che ancora nessuno sia riuscito a capire che tra le vostre principali influenze c’è Matteo Montesi?

M: è una cosa inconcepibile, è senz’altro colpa del diàulo che plasma le menti de voi poveri teréstri.

D: ahahahah, premetto che aver letto questa come prima domanda mi ha fatto sbellicare dalle risate. Diciamo che tutto è nato il periodo che eravamo in studio, Miki ci ha fatto conoscere il mitico Montesi, ma la nostra ispirazione è sicuramente più remota pur non conoscendolo (almeno da parte mia) all’epoca di quando stavamo componendo il disco…!

Ho amato il vostro sound dalla prima bozza di registrazione che mi avete mandato. Vi confiderò una cosa: non mi sarei mai aspettato un risultato così grande per “The Relation Between Brain and Behaviour”. Voi cosa vi aspettavate in passato e cosa vi aspettate oggi dal futuro?

M: anche noi abbiamo amato te dalla prima bozza (veneto translation for “bottiglia”) di birra. Ad essere sinceri nemmeno noi pensavamo sarebbe andata così bene, il solo fatto che così tanta gente abbia ascoltato con orecchio critico il nostro lavoro per noi è motivo di grande orgoglio. In più in parecchi ne hanno pure parlato bene, quindi la soddisfazione è una e trina.

D: conosci il mio amore per te per cui non devo aggiungere nient’altro. Diciamo che neanche noi ci aspettavamo un riscontro così positivo del disco. Sono e siamo veramente soddisfatti perché dopo diverse esperienze negative (almeno per quanto mi riguarda) sono riuscito a coronare un sogno quello di registrare un disco a livello professionale e di questo devo e dobbiamo ringraziarti di cuore perché ci hai concesso questa possibilità.

Il disco è stato registrato in Molise, terra che viene spesso citata nei vari talk show e siparietti comici per la sua discutibile inconsistenza (Vedi Mario e il poeta maledetto Carlo Maria Rogito). Che impressioni avete avuto del Molise e della gente del Molise?

M: voglio sfatare tutte le dicerie e i preconcetti sul Molise: per prima cosa esiste davvero, ed è senza dubbio la terra del rock’n’roll. I molisani sono splendidi, ricordo con affetto e una lacrimuccia le sfide infinite alla playstation col Boss e le birre da Pippo (son 2 domande su 3 che parlo di birra, alla prossima cambio, promesso).

D: l’accoglienza che abbiamo ricevuto in Molise credo sia stata una delle cose che mi ha colpito di più. In primis te Gianni e la tua famiglia siete stati splendidi e anche tutte le altre persone che abbiamo conosciuto. Il Molise è uno spettacolo in tutti i sensi!!

Siete una band italiana che fa musica appartenente a correnti che non c’entrano un cazzo con la musica italiana. Come voi ci sono parecchie realtà che portano avanti questo verbo (Zippo, Ufomammut, Le Scimmie, Zu e tanti altri). Secondo voi è giusto che queste band abbiano più spazio all’estero piuttosto che nel loro luogo di appartenenza? Perchè?

M: questa è una domanda di sicuro troppo complessa per me, ci dovrei bere sopra una birra…non ho resistito, scusate. Credo dipenda da una serie di fattori piuttosto complicati, ma alla base di tutto c’è a mio avviso un problema di cultura musicale, che spesso qui scarseggia. Ma forse questo è un giudizio troppo severo, lo riformulo dicendo che sembra ci sia paura di uscire dagli schemi dello strofa/ritornello/strofa e aprirsi a cose diverse. Una sola cosa è certa: in Italia ci sono dei gruppi DA PAURA.

D: Concordo pienamente con quello che ha detto Miki, in italia ci sono dei gruppi da far spavento, non cito nessuno perché veramente ce ne sono troppi e non vorrei lasciar fuori nessuno. Dico solo che purtroppo nel nostro paese c’é una cultura musicale POVERA, con questo ho detto tutto.

So che spesso prendete e ve ne andate in giro a vedere bei concertoni. Ebbene.. qual è stato il concerto più bello che avete visto? (aneddoti)

M: questa è tosta. Sceglierne uno per me è un casino, quasi impossibile. Ne dico 3: Mogwai all’Estragon nel 2011, è una delle band a cui sono più legato in assoluto; Russian Circles al Magnolia l’anno scorso, band della madonna, dal vivo sono qualcosa di incredibile; chiudo coi Radiohead sempre l’anno scorso a Codroipo, sono il gruppo che mi ha tirato fuori dalla palude di melma che si ascolta da ragazzini.

D: caspita questa è veramente complicata eh. Diciamo che di concerti belli che ho visto che ne sono veramente diversi ne elenco qualcuno: Roger Waters al forum di Assago (ho pianto), Radiohead Codroipo, Russian Circles Milano (sicuramente sul podio), Sonic Youth Ferrara sotto le stelle, ce ne sono tantissimi altri.

“The Relation Between Brain and Behaviour” è un concept basato sulla storia assurda di Phineas Gage, un operaio statunitense dell’800 rimasto vittima di un incidente sul posto di lavoro che lo portò a passare il resto della sua vita perforato da una barra di metallo nel cranio, cosa che influì anche sulla personalità del soggetto rendendolo intrattabile ed incline alla blasfemia. Quanto di Phineas vi rappresenta e a chi vorreste conficcare un’asta metallica in testa?

M: a me per la blasfemia non è necessaria una barra nel cranio, faccio da me grazie. La storia di Phineas è assurda, tragicomica direi, tra lo scoprirla e la decisione di farci il disco sopra credo siano passati 15 minuti. Io mi trasformo in Phineas quando sono al volante o perdo alla playstation, per il resto cerco di essere un po’ più equilibrato. L’asta la conficcherei volentieri nella capoccia della mia maestra di storia delle elementari, è stato un periodo terribile per colpa di quella strega.

D: un po’ blasfemo lo sono anch’io diciamo. La scelta di Phineas è stata proposta da Miki e quando ho letto la storia ho detto subito che questo era l’argomento perfetto per un concept. E lì sappiamo com è andata a finire. Mi sono sicuramente trasformato in Phineas le giornate in studio passate davanti alla playstation con Miki ahahahah.

Mettiamo il caso che domattina vi si presenti davanti alla porta un esponente della Sub Pop che vi fa: “Italiani!! Sempre fare rumore, sempre chitarra e mandolino!!”. Che cosa cucinereste di buono per convincerlo a produrvi? (Non mi fate fare figure di merda!)

M: gli direi che oltre alla chitarra e al mandolino, ha dimenticato la mafia e soprattutto la pizza. Quindi pizza per tutti (paga Gianni), con la birra ovviamente.

D: Non vorrei essere ripetitivo e scontato però non può essere nient’altro che: PIZZA!!!

Provo a far finta di non essere un cazzone e vi faccio finalmente una domanda da vero giornalista musicale italiano: top 5 dei migliori dischi che avete ascoltato negli ultimi anni.

M: difficilissima, ma ci provo. Provo a metterne 5, in ordine sparso, una classifica non riesco a farla.

- Lento – Icon
- Verdena – Wow
- Russian Circles – Empros
- Mogwai – Hardcore will never die but you will
- Gazebo Penguins – Legna

D: Anche questa domanda difficilissima però ci provo lo stesso:

- The Secret – Agnus Dei
- Raein – Sulla Linea D’orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti
- Lento – Icon
- Caspian – Tertia
- Callisto – Providence

Prima del saluto dedicatemi una canzone che secondo voi mi rappresenta.

M: io ti dedico Honey Bucket dei Melvns, rappresenta te e i tuoi capelli che headbangate come dei matti mentre sfrecciate in auto.

D: Io ti dedico Little Lucid Moments dei Motorpsycho perché sei troppo scoppiato Gianni!

Ora però salutatemi in maniera cinica, cerchiamo di non mostrare troppi sentimentalismi.

M: ciao pezzo de diàulo!

D: Puppami la fava!

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