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Cinema | Pubblicato il 9 dicembre 2014

Uscirà il prossimo 11 Dicembre nelle sale italiane il film “Neve”, diretto dal regista di “Gorbaciof” – Stefano Incerti. Un soft-noir a tinte fosche – “imbiancato” solo dal pallido candore della neve, protagonista indiscussa della pellicola, e dove si rincorrono le storie fragili di personaggi estremamente antitetici: un bottino da ritrovare, solitudini da colmare, la costante tensione verso una nuova (agognata) vita sono solo alcuni degli elementi che ruotano attorno a “Neve”, di cui, più che soffermarci sul plot, abbiamo cercato di raccontare attraverso un’interessante intervista a Francesco Galano (già noto per il progetto When The Clouds), curatore della suggestiva ed intensissima colonna sonora, all’interno della quale sono emersi alcuni particolari riguardanti altri due musicisti campani: Mr. Milk e Healthy God.

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Francesco ci racconti di com’è nata la collaborazione con il regista della pellicola “Neve”?

Tutto ha avuto inizio quando mi fu chiesto di prestare alcune tracce di The Longed-For Season per sonorizzare il corto di fine anno del corso di cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, di cui Stefano Incerti è docente; ci incontrammo lì e mi fu fatto vedere questo bellissimo cortometraggio, le musiche erano già state poggiate sotto le scene, Stefano dunque mi chiese se avevo intenzione di prestargliele e mi disse che se avessi detto no sarebbe toccato fare tutto da capo in quanto parte del montaggio era stato fatto proprio seguendo la musica. In effetti le musiche funzionavano benissimo  e la visione di quelle immagini accompagnate dalla mia musica mi emozionò molto, così non potei far altro che accettare…Dopo qualche mese mi chiamò chiedendomi di musicare il suo nuovo film.

Com’è stato curare una colonna sonora per un film? Avevi già avuto un’esperienza simile e in cosa differisce dal comporre musica senza l’ausilio di immagini.

Avevo già lavorato alla composizione di musiche per immagini e l’ho sempre trovato qualcosa di molto interessante, non avevo però mai musicato un film e devo dire che è un’esperienza molto più impegnativa e di gran lunga più stimolante. In base a questa mia esperienza posso dire che le differenze tra il comporre per un brano in sè e comporre musica per delle immagini sono molte e sostanziali. La più significativa, in termini di ricerca, sta nel fatto che creare una musica per una data scena o sequenza di un film può portare ad esplorare soluzioni che probabilmente non avresti avuto modo di sperimentare, questo in primo luogo perché quello che crei non nasce dall’esigenza di tradurre in musica un tuo sentimento ma dalla necessità, ed anche dallo sforzo, di interpretare un qualcosa che esiste fuori di te. Questa è quindi un’opportunità per misurarsi con qualcosa di nuovo e di “altro” ed anche se alla fine il prodotto è comunque, inevitabilmente, filtrato dalla tua sensibilità, senza quell’input, probabilmente quella musica non sarebbe mai stata composta. Inoltre comporre per delle immagini in un certo senso solleva la musica da quella condizione in cui questa è esposta all’ascolto sola in se stessa e, nel caso della musica strumentale come in WTC, priva anche della parola e quindi totalmente nuda. Cedendo alle immagini ed alla storia parte del potere, ma anche della responsabilità, di trasferire emozioni la musica può alleggerirsi e dilatarsi in spazi e tempi più ampi. Per questo durante la composizione dei brani per Neve mi sono ritrovato a dare più respiro alle melodie e più valore anche al silenzio che diventa elemento fortemente comunicativo.

Ancora sul rapporto tra immagini e musica, ci spieghi, nella realizzazione di una colonna sonora, se una delle due è predominante. Si procede a sonorizzare ogni scena o c’è un concept di fondo su cui ruota l’intera sonorizzazione?

Credo che prima di tutto questo dipenda dal regista. Nel caso di Neve, Stefano mi ha chiesto di cominciare a comporre le musiche prima che il film venisse girato, basandomi solo sulla sceneggiatura e sulle suggestioni che questa mi suscitava. Lo scopo della scelta di questo metodo di lavoro “inverso” è che la musica, durante la fase di girato, in qualche punto potesse divenire una sorta di guida, o suggestione anch’essa, e di fatto per alcune scene così è stato. In una seconda fase di lavoro ho sonorizzato alcune sequenze basandomi invece sul girato. Rispondendo dunque alla prima parte della tua domanda posso dire che nella lavorazione di Neve, grazie a questo continuo scambio di suggestioni tra musica e immagini ed immagini e musica, nessuna delle due è stata predominante sull’altra, quello che invece credo sia stato realmente predominante è il sentimento che Incerti ha voluto esprimere in questo film e che ci ha saputo trasferire, credo che questo abbia rappresentato l’unica vera guida del tutto.

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Il trailer di “Neve” lascia ben trasparire le sonorità che andranno a caratterizzare la pellicola. Quanto dei WTC c’è in questo progetto e quanto magari proviene da ascolti o progetti esterni?

Sicuramente c’è molto di When The Clouds, d’altronde è stato proprio grazie a WTC che Incerti ha deciso di affidare a me la composizione delle musiche per cui non avrebbe avuto senso cercare di allontanarmi da quelle sonorità che comunque restano quelle che più mi rappresentano. Ciò su cui ho dovuto lavorare è stato il trasporre queste in un’altra veste abbandonando il set di strumenti che sono solito utilizzare nella composizione a favore di suoni più “classici”, ovvero prevalentemente piano ed archi ed anche questo è stato molto stimolante. Poi come già detto prima, comporre per un film e ovvero una storia, un sentimento, un qualcosa che non nasce esclusivamente da te, porta in un certo qual modo a reinventarsi e riscoprirsi e quindi anche il risultato è inevitabilmente qualcosa di diverso da ciò che si è soliti fare.

In “Neve” c’è molta musica campana: il salernitano Mr Milk si è prestato alla realizzazione di un brano per il film. Un segnale positivo per la musica nostrana.

Mr Milk in Neve è addirittura presente nelle vesti di se stesso e suona un bellissimo brano composto per il film e che accompagna una scena altrettanto bella, l’intervento della sua musica è davvero importante e toccante, tanto che il suo brano accompagna anche i titoli di coda ed è presente nel trailer, è un artista che stimo tantissimo oltre che un amico. Oltre a lui ci sono Healty God, altro talentuosissimo musicista salernitano, che con un suo brano apre il film ed assieme a lui ci sono musiche di altri artisti come Joseph Ride e William Strong che hanno prestato i loro brani al film. Tutti questi sono musicisti che apprezzo tantissimo; oltre a loro ne ho suggeriì anche altri a Stefano quando si dovevano decidere dei brani per alcune scene che necessitavano di determinate musiche ma il caso ha voluto che tutti quelli scelti  fossero campani. A me non piace fare della musica un discorso territoriale e credo che oggi più che mai abbia poco senso farlo in quanto chiunque, in qualunque luogo, ha i mezzi per trovare stimoli ed espandere le proprie conoscenze e ispirazioni da mettere a servizio del proprio talento e credo anche che se ne stiano vedendo i frutti, anche da noi in Campania; però qui, forse le condizioni di vita un pò meno agiate  rispetto ad altre zone d’Italia ci portano a concentrarci di più sulla “sostanza” rispetto a quei luoghi dove alle volte se levi il superfluo purtroppo resta ben poco.

SoM ha seguito da vicino l’evolversi del progetto WTC. C’è qualche anticipazione che potresti rilasciarci sul prossimo album ?

Non posso dirti ancora quando sarà fuori ma inizio 2015 uscirà un video di una live session di un brano che sarà presente nel nuovo album e che ben rappresenta l’evoluzione del progetto; più di questo per ora non saprei dire, piuttosto direi che abbiamo ripreso con i live e tra i brani che abbiamo in scaletta ce ne sono molti che appartengono al nuovo album per cui venire ad un concerto è la migliore delle anticipazioni che potrei dare.

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