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Interviste | Pubblicato il 19 marzo 2015

Vi presentiamo un interessante progetto chiamato MusiCraft. Si tratta di una neonata associazione culturale con sede a Milano (vincitrice del bando IC–Innovazione Culturale 2014 promosso e sostenuto da Fondazione Cariplo), si propone di diventare un punto di riferimento per tutti quegli artisti emergenti in campo musicale che avvertono l’urgenza di una maggiore consapevolezza di quello che è il mondo della musica in Italia. Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro Cesqui,  coordinatore della didattica in MusiCraft e co-fondatore dell’associazione, per approfondire alcuni aspetti del progetto.

MusiCraft_Staff1

Che Cos’è MusiCraft e con qual’è la sua mission?

MuiCrafft è un’associazione culturale nata ufficialmente nell’autunno 2014 dopo un lungo periodo di incubazione e a conclusione del percorso, Fondazione Cariplo ha deciso di finanziarne in parte l’attività iniziale. MusiCraft si rivolge al frastagliato e complesso mondo di musicisti e artisti che vorrebbero fare della propria passione, la musica, un mestiere ma che quotidianamente si scontrano con una realtà che sempre più sembra non offrire opportunità adeguate. I motivi per i quali questo si verifica sono diversi e vanno dal mancato aiuto, o anche solo collaborazione, da parte delle Istituzioni, allo sviluppo tecnologico che ha modificato radicalmente il mercato della musica; dalla sempre più complessa realtà della “musica dal vivo”, alla difficoltà nel recuperare fondi per realizzare il proprio progetto musicale. MusiCraft vuole “lavorare” su questo disagio e frustrazione, proponendosi come soggetto in grado di formare i musicisti e gli artisti. Una formazione che ha lo scopo di rendere i nostri associati in grado di intraprendere un percorso consapevole di self-management e self- production. Siamo convinti che lo spazio per nuovi progetti musicali passi inevitabilmente da un percorso in autonomia, consapevole di ogni dinamica, vecchia e nuova, che determinano il mercato e la promozione musicale in Italia.

La scelta di MusiCraft è quindi, quella di accompagnare in questo tragitto gli artisti e i musicisti, con diverse attività formative che vanno da corsi approfonditi  singoli workshop dedicati a singoli argomenti, a incontri dibattiti e seminari dedicati al confronto e all’analisi delle diverse problematiche.

“La musica è un lavoro” è lo slogan che avete lanciato. Quali fattori, secondo la vostra opinione, non hanno permesso lo sviluppo della musica come professione soprattutto per realtà non connesse alle major?

Il messaggio del nostro slogan è finalizzato a rendere il musicista, l’artista, consapevole della propria posizione di partenza: se vuoi che la musica sia il tuo mestiere devi iniziare a ritenerla tu per primo un lavoro. Con tutto ciò che ne consegue anche in termini di consapevolezza delle dinamiche del mercato in questo senso. Anche il rapporto con le major è cambiato radicalmente negli ultimi anni: se prima si poteva ritenere che la grande etichetta discografica avrebbe pensato a tutto, oggi anche “loro” si muovono in modo molto diverso e i progetti musicali che vengono presi in considerazione sono già avviati. L’artista deve aver fatto un pezzo di strada e quindi aver dimostrato consapevolezza del mondo in cui si muove e opera.

Cosa potete fare voi per limare questi limiti?

È nostra convinzione che la crescita dell’artista, la sua consapevolezza, passi dalla formazione, dal nostro tipo di formazione, in grado di offrire le basi per la realizzazione di un progetto musicale. Non basta saper scrivere una canzone o aver registrato “bene” qualche brano: oggi sempre più è necessario inserire il proprio talento artistico in un meccanismo più ampio che richiede la partecipazione dell’artista stesso in tutti gli aspetti: dalla promozione al live, dalla ricerca di partner, discografici ed editoriali per esempio, alla pianificazione di attività e budget da stanziare. Oggi il “limite” dell’artista è quello di intendersi ancora e solo come “artista”: serve di più, molto di più.

Fra i problemi maggiori c’è quello dei live. Molti ottimi artisti hanno problemi a trovare spazio nei locali. Solo un problema culturale dei gestori o l’aspetto sistemico che non funziona? Come pensate vada affrontato questo problema?

Si, il live è certamente un degli argomenti più spinosi. I motivi per i quali è sempre più difficile trovare spazi e pubblico sono molti e complessi. Uno fra tutti e lo dico non solo per spirito di provocazione, è il fatto che sono gli stessi musicisti a non andare ai concerti dei colleghi, in questo modo non alimentando l’ambiente del live. Riuscire a organizzare in self-managemet un proprio concerto, cercando di curare tutti gli aspetti è un passaggio di consapevolezza che riteniamo fondamentale. Come affrontiamo il problema del live? Rendendo consapevoli gli artisti di come potranno organizzarsi un proprio concerto.

Un altro problema della musica nazionale è quello dell’internazionalizzazione (e ci sono molte realtà da esportazione teoricamente). Anche da questo punto di vista, come vi ponete di fronte a questa “barriera”?

Siamo convinti che anche questo problema possa essere risolto, almeno in parte, attraverso una maggiore consapevolezza da parte degli artisti.

Oggi suonare o proporsi all’estero è sempre meno un problema di mercato, ma resta una questione culturale legata alla capacità dell’artista di proporsi e di costruirsi un percorso. Un’analisi della scena internazionale e di quegli esempi di musicisti italiani in grado di proporsi in altri territori è il punto di partenza per creare un “artista consapevole” in grado di affacciarsi oltre i nostri confini, oltre la barriera quindi.

Quali sono le prossime “tappe” del progetto?

MusiCraft, come accennavo prima, è nata da poco e siamo in una fase complessa del nostro lavoro. Se da una parte dobbiamo continuare a “presentarci” ai musicisti ed artisti, dall’altra abbiamo da subito iniziato a proporre diversi percorsi formativi: dalla prima Masterclass (corso di self-management e self-production a 360°), a workshop su singoli argomenti (dalla promozione web, all’home recording, dal self-booking al materiale promozionale e tanti altri); a breve inizieremo anche una serie di incontri e seminari su diverse tematiche coinvolgendo testimonial che verranno a raccontare la propria esperienza.

MusiCraft si è data una missione ambiziosa: dare gli strumenti affinché il mondo musicale sia un mondo possibile. Perché la musica è un lavoro!

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