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Interviste | Pubblicato il 29 ottobre 2013

Poco dopo il NOfest! abbiamo contattato via mail Nicola Manzan  per  una chiacchierata su uno dei suoi idoli ovvero Igorrr, sul progetto Bologna Violenta, Il Bervismo e sulle varie collaborazioni. 

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Come siete venuti in contatto tu ed Igorrr?

Nel mio girovagare in rete avevo avuto modo di imbattermi in qualche suo video, poi un giorno un tizio su internet mi ha postato un pezzo di “Nostril” e mi è venuta voglia di contattarlo. Gli ho scritto, dicendogli chi ero e cosa facevo e mi ha risposto dicendo che mi conosceva e che gli sarebbe piaciuto collaborare con me (puoi solo immaginare quanto mi sia presa bene questa cosa!). Stava mandando in stampa “Hallelujah”, quindi sono arrivato tardi per questo disco, ma mi ha comunque mandato un pezzo per il prossimo album in cui gli serviva un arrangiamento alla “Vorrei sposare un vecchio” (dal mio album “Utopie e piccole soddisfazioni”), che ho arrangiato e registrato. Quando sono stato in tour in Francia è venuto a sentirmi, ora ci sentiamo più frequentemente di prima e non vedo l’ora di incontrarlo di nuovo e di fare ancora qualcosa per lui.

Non trovi curioso che poco dopo l’uscita dell’album “Hallelujah” (nella cui copertina appare un pontefice) si sia dimesso Benedetto XVI?

Beh, mi sembra giusto!!! Il suo ultimo disco è qualcosa di grandioso, era ovvio che avrebbe fatto “tremare” anche il papa!!!

Credi d’essere riuscito a far attecchire in lui il seme del bervismo?

Igorrr è bervista al 100%, non mi sono dovuto sforzare per niente per cercare di convertirlo, potremmo essere fratelli separati alla nascita, con idee molto simili ed un modo di vedere la vita e la musica molto simili.

Non temi che le tue recenti collaborazioni possano compromettere ciò che finora è stato Bologna Violenta? O al contrario ritieni possano incidere benevolmente?

Le collaborazioni mi servono per capire cosa deve essere BV e non credo possano compromettere la sua natura. Mi piace molto collaborare con altri musicisti, mi ritrovo spesso a dover cercare soluzioni diverse da quelle tipiche del mio stile, quindi alla fin fine mi ritrovo a lavorare su stili diversi che mi aiutano a crescere come musicista, prima di tutto. Cerco di far tesoro di tutto ciò che sento e cerco di mettere quello che mi piace nella mia musica, tenendo sempre in considerazione il fatto che lo stile di BV è già parecchio definito. Quindi, ad esempio, non credo che collaborare con un cantautore mi porterà a diventare cantautore a mia volta… non so se mi spiego…

Il nuovo album potrebbe ironizzare sull’attuale situazione politica italiana?

Sinceramente mi sono un po’ stancato di ironizzare sulla politica italiana (almeno con la musica). Ormai è davvero come sparare sulla croce rossa. Nel mio nuovo album sto cercando di raccontare a mio modo delle storie dell’Italia, delle storie brutte, che hanno rovinato la vita a tanta gente e che hanno cambiato l’immaginario collettivo. Preferisco parlare di cose passate e di usarle come metafore per raccontare ciò a cui andiamo incontro se la nostra vita non è guidata da un minimo di intelligenza.

Com’è stato lavorare con Johnny Mox alla cover dei Laghetto? Quali aspetti della tua musica senti di condividere con il musicista trentino?

È stata un’esperienza gratificante, non c’è che dire. Il suo disco è davvero molto bello, soprattutto mi piace il modo in cui usa la voce per creare delle armonie molto particolari. Direi che quello che faccio io con gli archi è un po’ quello che fa lui con la voce. Poi, sai, tra one-man-band in genere ci si sente comunque legati in un certo qual modo. Anche solo per il fatto che sul palco siamo da soli!

Credi che i Marnero siano degni eredi dei Laghetto?

I Marnero sono gli eredi dei Laghetto, se non altro perché c’è John D. Raudo che ci suona… Hanno un approccio molto diverso, di base, nel senso che i Laghetto facevano della cazzonaggine la loro arma più potente, mentre i Marnero raccontano storie e sono carichi di una certa disperazione che prima non percepivo. Però lo spirito con cui fanno i dischi e con cui “vivono” il fare musica mi sembrano davvero molto simili. E questa caratteristica è quella che di base mi piace di più.

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