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Interviste | Pubblicato il 12 aprile 2015

Incomodo  è una band salentina attiva dal 2007. La formazione comprende Federico Calò (Voce / Chitarra), Roberto Civino (Chitarra) e Mirko Alfieri (Batteria). Un po’ di silenzio è l’album di debutto. “Sensi di Colpa” è la prima anticipazione che mette in evidenza la tensione controllata e le dissonanze in bilico fra trame alt- e retaggi grunge. Qualche settimana fa vi abbiamo presentato il video di “Sensi di Colpa”.

Abbiamo fatto una breve chiacchierata via mail con la band leccese per approfondire la loro musica.

incomodo official

 

Partiamo dal vostro album di debutto “Un po’ di silenzio” che arriva dopo vari anni di attività live. Come si è sviluppato  e come è stato concepito sia dal punto di vista sonoro che da quello dei testi?

L’album raccoglie brani che sono stati scritti tra il 2007 e il 2012, e probabilmente è questo il motivo per il quale ha uno stile e un sound molto vario. I testi sono molto introspettivi e a volte contengono voluta ambiguità che lascia spazio a varie interpretazioni. È interessante vedere come la gente interpreti le emozioni che stai cercando di trasmettere, seppur in maniera velata. Ci è capitato spesso di scoprire che i nostri testi sono stati interpretati con una chiave di lettura completamente diversa da quella con cui sono nati: è bello realizzare quanto diverse siano le sensazioni che vengono generate da una stessa emozione in persone diverse. Per l’album “Un po’ di silenzio” si è preferito questo stile poco esplicito. Per il prossimo… vedremo.

Pochi giorni fa è uscito il video del singolo “Sensi di Colpa”. Cosa ci potete dire del brano proprio in relazione al videoclip?

A proposito di quello che si diceva nella domanda precedente, il video raccoglie liberamente le emozioni e le sensazioni che il regista a cui ci siamo affidati, Giulio Neglia, ha provato ascoltando il nostro brano. Nel videoclip il protagonista, l’attore Mirko Caccia, cerca di scappare da chi sta cercando di controllare la sua vita, da chi gli sta riportando in mente il passato, da chi sta giocando con il suo futuro. Il protagonista è tenuto a compiere delle scelte, alcune scomode (o “incomode”), per riuscire a fuggire dai condizionamenti esterni. Ce la farà? Guardate il nostro video per scoprirlo.

Ci sono altri strumenti, oltre a quelli che già suonate, con cui vi piacerebbe cimentarvi per esplorare nuove strade?

In un certo senso abbiamo già iniziato con la sperimentazione. Negli ultimi mesi abbiamo deciso di portare in giro il nostro set acustico, nel quale abbiamo introdotto sonorità interessanti e nuovi arrangiamenti. È stato molto stimolante cercare di trasmettere l’energia dei suoni distorti e dei ritmi incalzanti che contraddistinguono molti dei nostri brani utilizzando solo chitarre acustiche, cajon e tambourine. Abbiamo dato molto spazio a nuove armonie vocali a tre voci, e i risultati ci hanno soddisfatto. Per un futuro, non escludiamo la possibilità di inserire un pianoforte o un synth. Chi vivrà, vedrà!

Come affrontate i live rispetto alla composizione in studio? Sono previste date per la promozione del disco?

Ci piace offrire sempre qualcosa di nuovo nei live perché crediamo che sia utile per suscitare emozioni nuove in chi ci segue. Ci capita di proporre delle cover, oppure di stravolgere completamente l’arrangiamento di un nostro brano per valutare le reazioni del pubblico. Se veniste a un nostro concerto, ad esempio, vi potrebbe capitare di ascoltare una versione del tutto diversa del brano “Ora non mi va”: la melodia, l’armonia e il testo sono invariati, l’arrangiamento punk è stato sostituito con un’atmosfera onirica tesa e dissonante. Per quanto riguarda la promozione del disco, è iniziata all’inizio del 2014. Chiaramente non si è mai conclusa.

L’album è frutto di un’autoproduzione. Considerando la scena contemporanea, c’è qualche particolare etichetta o realtà discografica con cui vi piacerebbe collaborare per proporre la vostra musica? Per il vostro futuro, avete mai pensato al crowdfunding? Cosa pensate di questa forma di finanziamento?

L’idea del crowdfunding è molto interessante. Crediamo però che prima di proporre a qualcuno di finanziare un nostro progetto sia necessario convincere qualche ascoltatore che valga la pena investire denaro su di noi. Per questo motivo ci impegniamo a far capire a chi ci segue che nel progetto Incomodo mettiamo tutte le nostre forze, le nostre idee, le nostre speranze e le nostre convinzioni. Lavoriamo ogni giorno per questo, ma per il momento siamo semplicemente in cerca di un’etichetta che creda in noi.

Cosa ascoltate in questo periodo? Quali artisti/dischi vi hanno colpito particolarmente in questi primi mesi del 2015?

I nostri ascolti sono molto vari. Possiamo dirvi che il nostro Mirko in questo periodo si “spacca” costantemente di Biffy Clyro, e alcune band italiane davvero forti come i romani About Wayne, Alma Irata e Fish Taco.

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