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Interviste | Pubblicato il 27 febbraio 2015

Radio Cometa Rossa è una web radio campana che il prossimo 5 Marzo compirà ben tre anni di attività. Si tratta di un progetto indipendente ed autofinanziato, che parte dalla musica per abbracciare anche teatro, mostre, letture collettive, dibattiti filosofici, presentazione di libri che non passano per le tradizionali emittenti .

rcr

 

Il lavoro della cometa si svolge nei locali oppure in luoghi oscuri per portare luce nei garage, nelle sale prove, spesso anche in casa, in pratica nei posti in cui i gruppi meno noti si riuniscono per creare qualcosa di nuovo e di auto-prodotto. Il nome di questo blog, oltre ad essere un riferimento esplicito alla canzone degli Area, si riferisce ad un corpo celeste passeggero, come molta musica che scorre veloce, difficile da afferrare perché “non passa” per determinati canali. Il collettivo, che lavora senza sosta al progetto, ha così sintetizzato l’idea legata a Cometa Rossa: “Vive nel suo tempo ma si ispira alle radio libere anni ’70 e, se la si ascolta, lo si fa con attenzione piuttosto che come un piacevole sottofondo. Interviste ad artisti nazionali ed internazionali e puntate dedicate alla musica live offrono gli strumenti per viaggiare col semplice uso delle vostre orecchie.”

Abbiamo approfondito il discorso in una stimolante chiacchierata con lo staff di Cometa Rossa.

staff

 

Da cosa scaturisce l’idea di fondare una web radio come la vostra?

Iniziata da un’idea ispirata alle radio libere anni ’70, Radio Cometa Rossa si è sviluppata come un contenitore multimediale incentrato sulla ricerca di arti indipendenti e musicisti emergenti. Stiamo per compiere tre anni di attività e festeggeremo questo evento con un festival di 4 giorni (dal 7 al 10 marzo) al Ynot e al Godot. Ospieteremo gli Ay!, Miriam in Siberia, Beatrice Antolini e proietteremo un nostro mini documentario dedicato all’etichetta  Karma Conspiracy.

 

Cometa Rossa è molto attiva soprattutto in relazione alla musica live. Secondo la vostra esperienza, che percezione ha attualmente il pubblico della musica live e che ruolo può giocare la radio in questo processo.

Il pubblico è sempre più differenziato e meno omogeneo. Alcuni usano la musica come intrattenimento, quasi come se fosse un bene di consumo, altri hanno il desiderio di non fermarsi al semplice ascolto ma di andare oltre. Il nostro è un sito di approfondimento, mettiamo in contatto il mondo degli artisti con chi ha voglia di ascoltare. Ci è capitato anche di favorire l’incontro tra musicisti e etichette, ma non vogliamo prenderci alcun merito.

 

In queste ultime ore è in corso una collaborazione col Buatt Arte e Bistrò di Eboli per il format da voi ideato “Live in scatola”.  Come nascono queste collaborazioni?

Siamo sempre alla ricerca di posti che possano ospitare le nostre iniziative. Il Buatt di Eboli è un bellissimo condensatore di idee ed è per questo che abbiamo deciso di portarvi il nostro progetto “Live in scatola”, iniziato lo scorso venerdì con Felpa (Daniele Carretti degli ODP). Giocando col nome del locale ospitante, il BUATT di Eboli, i “Live In Scatola” saranno una cassa di risonanza che allargherà il pubblico grazie alla condivisione del materiale multimediale in rete. La formula prevede un’introduzione all’esibizione con alcune domande che ci aiuteranno a conoscere meglio il nostro ospite per poi lasciare spazio alla musica.Il primo appuntamento è venerdì 20 febbraio con Felpa, progetto di Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax, in occasione dell’uscita del suo album “Paura”, a due anni di distanza dal debutto solista con “Abbandono”. Il secondo appuntamento è previsto per venerdì 27 con La Rua Catalana, occasione in cui proietteremo anche il mini documentario che abbiamo realizzato nella fase di pre-produzione del disco della band, che uscirà prossimamente con la Octopus rec. Si prevede anche una variazione letteraria con “Libri in Scatola”, rassegna che vedrà protagonisti giovani e talentuosi autori.

 

Live in scatola

 

Anche il Godot d’Avellino ha visto spesso la vostra presenza e partecipazione. Ci parlereste di questo vera e propria eccezione nel panorama limitrofo a quello salernitano.

Radio Cometa Rossa è nata ad Avellino poco dopo l’apertura del Godot. Da subito c’è stata intesa e voglia di collaborare poiché l’art bistrot forniva un gran numero di contenuti adatti a ciò che cercavamo: concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali… tutto molto valido e stimolante. E’ così che abbiamo trovato una nostra identità. Ancora oggi ci rechiamo al Godot per seguire “Il caffè filosofico” curato da Leonardo Festa: incontri di filosofia su tematiche attuali moderati ogni volta da un professore diverso e aperti al dibattito col pubblico, tutto riascoltabile in podcast e raccontato dai nostri reportage.

Ci raccontereste un live o un’intervista da voi realizzata che vi ha particolarmente colpito nell’ultimo periodo?

Durante il festival invernale “Rainy Days” (organizzato da Koinè Art Lab in collaborazione con Godot, Ynot e Tilt!) abbiamo avuto il piacere – in quanto media partner dell’evento – di intervistare Edda (Stefano Rampoldi) in tour con “Stavolta come mi ammazzerai”. E’ stato un momento davvero emozionante sia per l’importanza della sua carriera artistica che per la profondità dei suoi pensieri, il tutto in sintonia con un live mozzafiato.

 

Che rapporto c’è con gli altri media come webzine musicali e operatori culturali indipendenti?

Crediamo molto nella condivisione e nella complementarietà, non siamo in gara con nessuno, anzi, crediamo nelle collaborazioni, in modo particolare con le associazioni culturali. Un esempio è quella con “Il presidio del Libro” di Avellino che ha molto a cuore la situazione delle biblioteche e la promozione della lettura. Perciò siamo sempre aperti al dialogo con altre realtà affini.

 

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