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Arti Visive | Pubblicato il 28 gennaio 2015

Michele Bruttomesso è un giovane illustratore e graphic designer di Vicenza, laureato in disegno industriale all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Incuriositi dalle recensioni musicali illustrate che pubblica sul suo blog, abbiamo deciso di contattarlo via mail per fargli qualche domanda.

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Michele Bruttomesso, illustrazione ispirata a The Bones of What You Believe dei Chvrches

Com’è affiorata la tua passione per il disegno? E quella per la musica?

La passione per il disegno c’è da sempre! Non è difficile, sfogliando le vecchie foto di famiglia, intravedermi con un pennarello in mano intento a scarabocchiare supereroi. La musica invece risale a più tardi, ed è arrivata un po’ come arriva per tutti: mi sono ritrovato tra le mani un disco dei Nirvana.

Di recente sul tuo blog hai assemblato una playlist con i brani più significativi del 2014 e gli unici artisti italiani che vi compaiono sono i Missili e gli Ebrei, entrambi V4V-Records. Che cosa puoi dirci di questa etichetta e della musica indipendente in generale?

Con Michele (di V4V-Records) ormai si è amici, ci siamo incontrati virtualmente proprio grazie ad un’illustrazione che feci per una recensione di Diavoleria dei Lantern. Ecco, vista la premessa può sembrare una sviolinata, ma credo davvero che V4V stia facendo uscire dei dischi importanti, vedi appunto Diavoleria, o il recente ritorno degli Auden. È una di quelle etichette come, chessò, We Were Never Being Boring, o To Lose La Track, che fanno uscire dischi con un peso specifico per il contesto italiano, ma sempre facendo le cose “a modo proprio”.

Poi, per quella che è la mia esperienza, credo che sia altrettanto importante per la musica indipendente qui in Italia chi i concerti li organizza. E non parlo di agenzie di booking o strutture simili. A Vicenza il fatto che ci siano sempre state persone disposte a sacrificare tempo, energia e, spesso, soldi pur di far suonare determinate band nella propria città ha fatto sì che si sia venuto a creare l’interesse per un certo tipo di musica, e di attitudine, che spinge le persone ad andare a vedere i concerti, mettere in piedi il proprio gruppo, la propria etichetta eccetera. Poi adesso il contesto è un po’ cambiato, i posti dove suonare sono pochi e manca un po’ il ricambio generazionale, ma gente che si sbatte ce n’è sempre.

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A sinistra: Michele Bruttomesso, illustrazione ispirata a Reflektor degli Arcade Fire
A destra: Michele Bruttomesso, illustrazione ispirata a Diavoleria dei Lantern

Quali collaborazioni hai all’attivo?

Una collaborazione fresca fresca è quella con gli And So Your Life Is Ruined, che mi hanno fatto disegnare la maglia per il loro tour invernale. Un bel progetto corale a cui ho partecipato di recente è la fanzine La morte ti fa belva, un’autoproduzione dedicata a (cito dal manifesto) “ricordare l’esistenza essenzialmente effimera di quegli animali che non vengono rimpianti dopo la loro dipartita.” Infatti io ho disegnato due sgombri tristi, di fronte ad un povero amico in scatola.
Poi ogni mese realizzo per Gold Soundz un’illustrazione a proposito del disco più chiacchierato o atteso di quel momento. I ragazzi dietro la webzine sono davvero adorabili, quest’anno abbiamo anche fatto un calendario con le mie illustrazioni a tema musicale.

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A sinistra: Michele Bruttomesso, illustrazione ispirata a Nervous like me delle Cayetana 
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Michele Bruttomesso, illustrazione ispirata a Between Bodies dei The World is a Beautiful Place and I am No Longer Afraid to Die 

Potresti fare i nomi degli illustratori che stimi di più e spiegarne il perché?

Aiuto! È davvero difficile rispondere, dovrei fare un elenco terribilmente lungo e noioso. Sicuramente la mia illustratrice preferita in assoluto è Eleanor Davis. I suoi lavori hanno un’emotività molto forte, a volte pur essendo coloratissimi si portano dentro un po’ di oscurità, di dolore. Li adoro. Se devo fare il nome di uno degli illustratori italiani che più ammiro dico Manuele Fior, che poi è anche e soprattutto un fumettista. In alcune sue tavole ci ritrovi la Storia dell’Arte, ma disegnata con estrema naturalezza. Parlando di illustratori con un forte legame con il mondo musicale, citerei Carson Ellis, l’artefice di tutti gli artwork dei Decemberists. Credo sia affascinante la possibilità di creare un immaginario visivo così forte e caratterizzante, è come se i disegni  completassero la musica, e la musica i disegni.

Quali progetti futuri vorresti intraprendere?

Mantenere i miei Buoni Propositi per il 2015. Sarebbe già un grande risultato.

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A sinistra: Michele Bruttomesso, illustrazione per The Next Day di David Bowie
A destra: Michele Bruttomesso, illustrazione per Repave dei Volcano Choir 

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