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Interviste | Pubblicato il 3 maggio 2015

I Lad and The Others sono quattro ventenni romani che suonano assieme da circa tre anni.Questo 2015 ha visto l’uscita di due inediti (“A Love Like This” e “Fast and Loose“) e numerose date in programma in giro per l’Italia. Dopo aver avuto il piacere di vederli aprire un concerto delle Dum Dum Girls nel 2014 presso il Traffic, abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandro e Marco.

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Come nascono e chi sono i Lad and The Others?

Alessandro: Prima di essere musicisti siamo quattro amici. Abbiamo scoperto di condividere questa passione per la musica ed abbiamo iniziato a mettere insieme qualche idea intorno al 2012. La formazione (Ndr: Alessandro Felli, Marco Patrizi, Francesco Blasi, Luca Zadra) è quella più consolidata e soprattutto quella di questo 2015.

Marco: Ricevetti un messaggio da Ale e senza troppi giri di parole mi chiese di iniziare a suonare qualche traccia assieme.

Alessandro: Si, lo chiamai dicendogli semplicemente “senti, ho dei pezzi. Ti va di farli? Proviamo?”.

Dove avete rimediato questo nome?

Marco: Innanzitutto ci piace molto come suona.

Alessandro: Poetico. Non ti pare? (sorride)

Avete fatto un percorso pieno di tappe importanti sinora: due Ep, diversi singoli all’attivo, alcuni video musicali, una discreta schiera di fan che vi segue e un opening act al Traffic di Roma per le Dum Dum Girls. Viene da chiedersi come mai tra tanto lavoro non ci sia ancora un album.

Alessandro: Noi siamo una band indipendente ed autoprodotta al momento. Al giorno d’oggi un album è uno sforzo economico ed artistico non indifferente. Alle volte la vediamo quasi come una cosa da “Big”. Allo stato attuale ci riteniamo ancora un gruppo di amici che suona, ci piace questo. La verità forse è che non abbiamo ancora sentito l’esigenza. Quando ci capiterà, sarà interessante provarci.

 

Quindi qual è la vostra priorità come band? Nel momento in cui non c’è l’idea di album, l’essenza è rappresentata dallo sviluppare ancora di più la dimensione live per i Lad and The Others?

Alessandro: Il live è esattamente la concretizzazione del nostro modo di approcciare alla musica. È il vero modo di condividere quello che fai con le persone e con gli amici che ci seguono. È l’apice della faccenda, il momento in cui la band è viva.

Marco: La sala prove è un po’ come la palestra, mentre il palco è la vera sommità di quello che ci piace fare.

Che cosa vi influenza e come nascono i vostri pezzi?

Alessandro: Quello che ci accade e quello che accade anche agli altri, a chi ci circonda, è la forma più semplice di ispirazione per noi. C’è una certa sensibilità nei confronti di tutto quello che ci succede attorno. Magari sto a casa e scrivo un pezzo; più spesso sono a lavoro e “scrivo nella mia mente”, poi mi nascondo qualche minuto in bagno (sorride) e lo “registro” in un certo senso, prendo nota di quello che mi è venuto in mente.

Vengono prima i testi o gli accordi?

Alessandro: Direi l’emozione. Non saprei, ogni volta tiro fuori quello che esce.

Quali sono gli obiettivi per il 2015?

Alessandro: L’obiettivo principale è riuscire a suonare ovunque in giro per l’Italia. Coprire più date e città possibili.

Marco: Per il nostro maggio abbiamo già schedulato quattro date (NdR.: Roma, 16 maggio presso l’XS; Torino, 28 maggio presso il Blah Blah; Benevento, 29 maggio presso Sfizi Longobardi; Napoli, 31 maggio presso il George Best).

Alessandro: Abbiamo due nuove pezzi che stanno andando molto bene, hanno preso piede. Questo ci ha garantito qualche chiamata per alcuni show. C’è un po’ di attenzione nei nostri confronti che ci fa, ovviamente, molto piacere.

 

Foto a cura di S. Drago.

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