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Interviste | Pubblicato il 21 marzo 2013

Abbiamo incontrato via Skype i pugliesi Flowers or Razorwire, in procinto di far uscire il loro primo album dopo l’enorme successo dei due EP These Waters e Midori. Flowers è uno dei progetti più interessanti del nostro panorama elettronico, capace di muoversi con disinvoltura tra chillwave e tropical senza nulla da invidiare agli stranieri compagni di genere. L’etichetta Snowy Peach garantisce inoltre loro qualità in fase di post produzione.

Flowers

Ci raccontano qualcosa di sé e ci danno un parere sul panorama musicale italiano.

1) Parlateci di questo progetto.

TOM. Il progetto è nato circa nel 2010, e inizialmente non era un duo, ma ero io solo. Poi dopo un annetto di attività si è aggiunto Gianni, anche se all’inizio si trattava soprattutto di una collaborazione live, poi è entrato definitivamente a far parte della band. Nel primo anno di attività ho fatto un EP da solo, These Waters, mentre Midori, il secondo EP, è stato praticamente realizzato a quattro mani.

2) Come hai scelto il nome?

TOM. Forse non si direbbe, ma sono un amante dell’hardcore, quindi di generi abbastanza violenti, perciò ho scelto una canzone dei Converge, una band americana hardcore per l’appunto, che mi ha segnato durante l’adolescenza.

3) Dall’uscita di These Waters come vi state evolvendo da un punto di vista musicale?

È cambiato qualcosa soprattutto in termini di ritmiche: quello che abbiamo cercato di fare è creare qualcosa di più groovy, più tendente a sonorità funk, mantenendo però i suoni che hanno contraddistinto Flowers dall’inizio. Si tratta di un’evoluzione più che altro stilistica, senza dimenticarsi però dell’origine del progetto.

4) Cos’è cambiato lavorando insieme?

Il processo di composizione è rimasto piuttosto naturale, soprattutto per il fatto che abbiamo gli stessi gusti musicali, quindi anche dal punto di vista della scrittura abbiamo preferito procedere sempre in due. Magari nasce una bozza da uno di noi, ma poi ci mettiamo comunque a quattro mani. Può anche succedere che uno di noi ci metta più dell’altro, ma ci piace così, in realtà preferiamo lasciare lo sviluppo più spontaneo possibile.

5) Come vi approcciate ai live? Che rapporto c’è tra la vostra produzione e la la sua resa dal vivo?

Noi cerchiamo comunque di far sì che il live sia live, nel senso che, nonostante sia musica elettronica, suonare dal vivo comporta anche l’improvvisazione o il momento.

6) Cosa ascoltate e a cosa vi ispirate per la vostra musica?

Noi a dire il vero ascoltiamo un po’ di tutto, a partire dalla chillwave per arrivare poi al funk, ma anche roba molto tradizionale, per dire, anche Prince. In effetti ascoltiamo più o meno le stesse cose, ed è stato questo il presupposto di partenza che ha fatto sì che potessimo suonare insieme. La condivisione dei gusti musicali c’è stata fin da sempre, dato che ci conosciamo da tanti anni, e bene o male il percorso evolutivo musicale che abbiamo avuto è stato proprio identico: abbiamo cominciato ad ascoltare certe cose insieme quando eravamo ragazzini, e a suonarle, ciascuno nella propria band. Poi crescendo e progredendo parallelamente siamo arrivati al punto di fare qualcosa insieme.

Ultimamamente c’è piaciuto molto l’album di Kindness, davvero forte, ma anche roba tipo Breakbot, più funkeggiante diciamo, almeno in questo periodo.

7) Cosa ne pensate della situazione musicale italiana attuale (soprattutto per quanto riguarda il vostro genere)?

Per assurdo ci è capitato di suonare più fuori che dalle nostre parti, in Puglia abbiamo suonato davvero poco. Abbiamo però avuto la fortuna di suonare in situazioni belle, anche abbastanza grosse, come con xxyyxx, Giraffage.

Spesso ci chiediamo perché questo tipo di musica non sia valorizzato abbastanza, e forse in generale il problema è che qui in Italia non siamo ancora pronti, ma se già non lo sono al nord figurarsi al sud, dove si continua a restare legati a un tipo di musica più tradizionale. Probabilmente è un problema culturale: laddove c’è più radicata una determinata cultura musicale si arriva prima rispetto ad altre zone, dove si fa fatica, si arriva dopo, si scoprono cose che in altri posti musicalmente più “evoluti” sono già abbondantemente confermate. Noi viviamo in sostanza in ritardo quei fenomeni che altrove invece fioriscono con largo anticipo. In Italia succede questo, che ciò che in città come Milano o Roma viene dall’Inghilterra, dalla Francia, dall’America, al sud arriva ancora dopo.

Sicuramente qualcuno che ci prova c’è, però è vero che fanno fatica, e spesso sono costretti ad aggiustare un po’ il tiro artistico per quanto riguarda le proposte musicali, per dare a tutti quello che sono pronti a ricevere.

Se lo spazio a disposizione è all’estero ovviamente ben venga.

8) Voi collaborate per l’appunto con un’etichetta pugliese. Come vi trovate?

Noi abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un’etichetta il cui capo è una persona che stimiamo moltissimo proprio per il lavoro che fa, essendo un pugliese che non la pensa però come i pugliesi.

Artisticamente non c’è mai stato chiesto di fare qualcosa che noi non avessimo fatto, nel senso che quello che facciamo è quello che abbiamo fatto noi due con la nostra testa e le nostre idee, e per fortuna piace. Ci troviamo in una comunione di intenti artistica, e dove c’è un pensiero che viaggia sugli stessi binari è facile trovarsi. I presupposti con cui è nato Flowers non sono mai cambiati, quindi l’etichetta che vi aveva visto all’inizio qualcosa continua a vederlo nonostante l’evoluzione sposti un po’ gli equilibri, ma li sposta in maniera positiva, nel corso del normale sviluppo evolutivo che un artista deve avere necessariamente. Quindi finora è stato solo un piacere lavorare con loro, soprattutto dal punto di vista artistico.

9) Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sicuramente la nostra prossima uscita sarà un album, quindi sarà un lavoro composto da almeno otto o nove tracce, e sarà anticipata da un singolo, che uscirà a breve accompagnato da un video, per il quale abbiamo organizzato anche un contest. L’uscita dovrebbe comunque essere prevista per l’autunno.

Ad ogni modo le nuove canzoni le stiamo già testando dal vivo, quindi già dai prossimi live quasi tutte le tracce che proporremo saranno nuove, a parte qualche pezzo di Midori. Adesso abbiamo quattro date una dopo l’altra: Firenze il 22 marzo con Klubb Lottarox, Lecce il primo di aprile, dove suoneremo con Love the Unicorn, Dola J. Chaplin, Jolly Mare e questa nuova uscita fantastica, secondo noi, che è Echopark, quindi avremo la fortuna di vederlo live per la prima volta. Poi abbiamo altre due date, il 30 marzo e l’11 aprile, dalle nostre parti, soprattutto per testare la formazione che si allargherà ancora.

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