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Recensioni | Pubblicato il 5 gennaio 2013

Ivan

The volume settings folder

Ivan Hoe and Other Tales

Genere: Ambient- drone, post-rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Organic Industries

Servizio di:

Nell’anno appena passato abbiamo più volte ribadito l’importanza del ruolo che alcune label indipendenti stanno svolgendo nela panorama musicale odierno. In questo modo c’è un più immediato accesso ai progetti sperimentali. La Tedesca Organic Industries è una di queste e  si occupa soprattutto di ambient e drone e dei progetti sperimentali in genere.

Nella “squadra” dell’etichetta tedesca c’è il progetto di The Volume Settings Folder, dietro il quale si cela il chitarrista italiano M. Beckmann. Siamo di fronte a un musicista che sin dall’inizio della sua carriera ha avuto una predilezione per l’esplorazione dell’elettronica in combinazione con le strutture post-rock. Nel 2009 dondò i Dort, collettivo di 6 musicisti con i quali approfondiva quegli aspetti associandolo anche ad una componente visuale.

Il progetto durò poco e così con il suo ritorno in Germania nasce questo progetto il cui figlio è Ivan Hoe & Other Tales che l’artista spiega con le seguenti parole: “Ivan Hoe” came to me from old tape cassettes for English summer homeworks. It became essentially a journey into an almost cold, dark and “aseptic” forest, ending with a come-back to a warm home. You experimet, in music and life, with new situations, and in the end you realize that somehow things always come back to their roots.

Quindi in breve la metafora del viaggio e il ritorno alle proprie radici. Il risultato in associazione con i contenuti è davvero notevole. Il Musicista italiano riesce a schivare tutti i clichè dei generi con cui si cimenta (dall’ambient-drone alle incursioni rumoristiche alle architetture post-rock) per un suono di grande effetto e altamente espressivo. Sette Lunghe composizioni che mantengono la loro efficacia per tutta la durata. 

Ivan Hoe” è un inizio traumatizzante: dopo la voce parlante dei primi secondi, veniamo introdotti subito in un mondo colmo di inquietudine con un suono caraterizzato da un downtempo scarnificato che assume le connotazioni del dark-ambient continuamente scalfito e rimodellato. “Lerkil” distende le atmosfere e dilata i rtmi ma non abbandona la tensione che caraterizzerà l’album.

Arborea Ospiza” è un pezzo che mette in mostra le capacità di fondere post-rock e ambient con una tessitura meticolosa del suono. “Camera” da spazio alle pulsioni rumoristiche e allo sfilacciamento puntuale del sound; questo tratto caratteristico verrà ripreso in maniera accentuata nella finale “The Rec. Exp.”.  Mentre al contrario “Purity II” torna ad un suono più “pulito”. Ma con la successiva “Palimmaa” si riprende la strada tormentata con un epcità di fondo con gli effetti vocali appena accennati molto efficaci. 

La ricerca sonora di M. Beckmann si è concretizzata in un disco pieno di spunti e che ha fatto emergere il talento compositivo del chitarrista italiano. In particolare ha dimostrato la sua capacità di coimentarsi su vari fronti con molta naturalezza e la propensione allo dissoluzione analitica del suono. Se ascoltato prima, sarebbe entrato sicuramente nella mia top 20 del 2012. Onore al merito.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · A1 - Ivan Hoe
  • 2 · A2 - Lerkil
  • 3 · A3 - Arborea Ospiza
  • 4 · A4 - Camera
  • 5 · B1 - Purity III
  • 6 · B2 - Palimmaa
  • 7 · B3 - The Rec- Exp.

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