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Recensioni | Pubblicato il 2 febbraio 2011

James Blake

James Blake

James Blake

Genere: Elettronica, Soul

Anno: 2011

Casa Discografica: Atlas

Servizio di:

Eccolo il primo debutto interessante dell’anno. Mi son ritrovato questo disco fra le mani quasi per caso (su consiglio di un conoscente) e solo dopo scoprirò che è già sulla bocca di tutti già dal 2010. Il suo debutto risale al 2009 con “Air & Lack Thereof” e fu “aiutato” dalla diffusione via radio del sempre attento Gilles Peterson. Nell’anno successivo un altro ep intitolato “CMYK” e poi ila cover di Feist che ha fatto da definitivo trampolino di lancio.

L’elettronica e l’essenziale sono i protagonisti di questo disco ma come al solito sono le contaminazioni che fanno la differenza: soul, glitch, dubstep, anche un po’ di trip-hop (anche se con il bristol sound il legame è solo di riflesso) e una voce molto bella ed emozionante. Un album sofisticato e dalla forte efficacia comunicativa. Per assurdo, la caratteristica che più impressiona del disco sono i vuoti, i silenzi, riempiti in qualche occasione da impulsi elettronici o vocalizzi subliminali.

Il primo pezzo “Unluck “mette subito in evidenza la potenza vocale di Blake e come sonorità ricorda molto i Darkstar di North. E sulla stessa linea si continua con “Wilhelm Scream” (anche se in maniera più fredda nella sonorità e profonda nella voce). Struggente la successiva “Never Learnt to share. Lindisfarne I e II” assumono tonalità più soul nelle vocalità con delle progressioni e distorsioni elettroniche molto suggestive nella prima e un minimalismo che fa sudare freddo nella seconda. Contrastante effetto quello che provoca il singolo di lancio: pugnalata nello stomaco ed effetto riscaldante allo stesso tempo è “Limit to your love”, splendida reinterpretazione della canzone di Feist. Pianoforte protagonista nella dolce “Give me my month” ( così come in “Why don’t you call me”). Altro pezzo che mi fa impazzire è to “Care (like you)”, proprio per la sua capacità di emozionare attraverso i suoi apparenti suoni freddi e tremolanti. Prima della chiusura con “Measurments” (dove la voce di James Blake si innalza ancora una volta), troviamo lo splendido loop e delirio di “I Mind”

Un debutto che ricorderemo negli anni soprattutto perchè a mio parere le innovazioni, in campo musicale, le vedremo soprattutto in campo elettronico e possiamo dire con certezza che James Blake può essere annoverato fra i pionieri di un nuovo corso che questo genere attraverserà negli anni a venire.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Unluck
  • 2 · Wilhelms Scream
  • 3 · I Never Learnt To Share
  • 4 · Lindesfarne I
  • 5 · Lindesfarne II
  • 6 · Limit To Your Love
  • 7 · Give Me My Month
  • 8 · To Care (Like You)
  • 9 · Why Don't You Call Me
  • 10 · I Mind
  • 11 · Measurements

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