Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 2 maggio 2013

Junip-Junip

Junip

Junip

Genere: Indie Folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Mute

Servizio di:

Messa da parte almeno per il momento la carriera solista, per José Gonzalez è tempo di dedicarsi nuovamente al progetto Junip, progetto che di fatto segnò l’entrata in scena del chitarrista svedese ma di origini argentine poco più di dieci anni fa, giungendo all’esordio ufficiale soltanto nel 2010 con Fields. Affiancato dai fedeli compagni di viaggio Elias Araya (batteria) e Tobias Winterkorn (synth), Gonzalez ripropone con questo secondo e omonimo album di inediti quel particolare impasto di folk e elettronica che tanti consensi ricevette tre anni orsono.

E’ nel segno della continuità che il viaggio comincia per mezzo di “Line of Fire”, canzone d’apertura del disco nonché primo singolo estratto: una progressione in cui si gioca per contrasto, tra il manto sintetico delle tastiere e l’incedere ritmico della chitarra acustica di Gonzalez, il quale partecipa prestando come di consueto anche il suo timbro dolce e dimesso, perfettamente aderente al crescendo malinconico del brano. Tensione che poi sfocia nel placido esotismo di “Suddenly”, e torna al fulgore iniziale con la successiva “So Clear”; a seguire parentesi simil-dance dal sapore europeo in “Your Life, Your Call”, per cui non appare improprio l’accostamento a certe sonorità dei Phoenix, e incursione abrasiva con basso dominante nella breve ma intensa “Villain”.

La seconda metà del disco appare più meditativa e folkeggiante, evidente in “Walking Lightly” tanto quanto nel procedere corale e ipnotico di “Head First” e “Baton”, senza però difettare dell’apporto di Winterkorn, utile a “riempire gli spazi” con svolazzi di synth e effetti che conferiscono un’atmosfera onirica e molto psichedelica al lotto. Ancor più emblematiche in tal senso le esalazioni spaziali di una “Beginnings” o la rigogliosa stratificazione electro della conclusiva “After All Is Said and Done”.

La formula del trio funziona e non vi sono tonfi da segnalare, eppure quest’andatura formalmente impeccabile costituisce anche e soprattutto il motivo per cui questo Junip non spicca il volo. La troppa omogeneità rende l’album un sottofondo godibile ma niente di più; l’impressione è che a Gonzalez e soci non manchi di certo il mestiere bensì un reale interesse a calcare nuovi sentieri in termini di sound, cosa che in ottica futura si fa necessaria, dato che quello attuale ormai sta mostrando la corda.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Line of Fire
  • 2 · Suddenly
  • 3 · So Clear
  • 4 · Your Life, Your Call
  • 5 · Villain
  • 6 · Walking Lightly
  • 7 · Head First
  • 8 · Baton
  • 9 · Beginnings
  • 10 · After All Is Said And Done

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi