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Recensioni | Pubblicato il 6 luglio 2013

Apparat

Apparat

Krieg Und Frieden (music For Theatre)

Genere: Soundtrack, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Mute Records

Servizio di:

Sascha Ring aka Apparat, al di là dei gusti personali e dei giudizi, incarna senza dubbio due concetti cardine della musica elettronica: quello di evoluzione e quello di contaminazione. Nato e cresciuto all’interno della scena berlinese, a partire dal debutto (nel 2001) si è costantemente distinto per la varietà delle sue proposte muovendosi con disinvoltura tra album, ep e collaborazioni (da menzionare quella con Ellen Allien da cui nacque “Orchestra of Bubbles” del 2006) da produzioni techno a sfumature indietronica, dal glitch alle varianti elettro pop, con buon gusto e una certa perizia, senza mai risultare fuori dalle righe, guidato da una certo fiuto (o astuzia o semplicemente curiosità) nel cavalcare con padronanza e immedesimarsi nelle sonorità hype del momento senza però mai scimmiottarle e conservando quindi una sua integrità artistica.

Il suo ritorno sul mercato non fa eccezione, ed ecco giunto il momento di esplorare a sorpresa nuovi territori negli ambiti drone-ambient e classica contemporanea. In realtà Krieg Und Frieden (Music For Theatre)  altro non è che la trasposizione discografica di una colonna sonora commissionata dal festival dell’arte “Ruhrfestspiele” per un’interpretazione teatrale di “Guerra e Pace”, il celebre romanzo di Lev Tolstoj ambientato in Russia ai tempi della campagna napoleonica.

Composizioni minimali ma non troppo dilatate, assenza di beat e di parti vocali conducono l’immaginario dell’ascoltatore verso scenari grigi e decadenti, all’interno di un paesaggio piuttosto lontano da quello a cui siamo stati abituati ad accostare Apparat pur nella sua capacità di interagire con diversi stili. Come termini di paragone possiamo menzionare il Brian Eno più oscuro (omaggiato dal titolo stesso), una versione meno apocalittica di alcune release della cara vecchia Cold Meat Industry e personalmente alcuni passaggi mi hanno ricordato il magistrale accompagnamento musicale composto e suonato da Teho Teardo per la lettura di “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline, spettacolo portato sui palcoscenici italiani tra l’inverno del 2012 e il 2013 con la voce recitante di Elio Germano come protagonista.

Un lavoro ben confezionato e per certi versi ambizioso che necessita però di essere ascoltato più volte e tutto d’un fiato. Un’analisi track-by-track non consente infatti di formulare un giudizio netto e appropriato, fatta eccezione per i due pezzi cantati non previsti dalla soundtrack originale e inseriti “artificiosamente” con l’intento di rendere il prodotto in qualche modo “presentabile” nonché allungare i tempi da 35 minuti a 45 circa minuti circa per un totale di 10 titoli.

La prima song in questione è “LightOn”, terza traccia dell’album che potrebbe suonare come una collaborazione virtuale tra Darkstar, il Bon Iver più pop e James Blake, un discreto episodio che smorza un po’ i toni cupi prima di riprendere il lento cammino fino all’ultima traccia “A Violent Sky”, l’altro pezzo cantato che si adagia su una base di pianoforte e synth per melodie pop senza infamia e senza lode che non contribuiscono in alcun modo ad aggiungere o a togliere valore all’uscita in questione.

Crediamo sia comunque corretto circoscrivere l’album alla sua originale funzione di musica adatta a una rappresentazione teatrale con tutti i pro e i contro del caso, ovvero da un lato coglierne l’indubbia capacità concettuale, dall’altro la difficoltà ad apprezzare a pieno un’opera privata dalla sua controparte visiva e della sua naturale dimensione plateale nel contesto di un ascolto casalingo.

In definitiva Krieg Und Frieden (Music For Theatre) supera indubbiamente la sufficienza e mantiene Apparat su standard qualitativi medio-alti, ma rimane un acquisto consigliato e destinato principalmente ai suoi fedelissimi, ai curiosi e agli appassionati del genere più vaccinati, mentre chi è alla ricerca di un’elettronica groovy e più dinamica o di una pietra miliare da conservare negli annali può rivolgersi altrove e soprattutto guardare a ritroso nel tempo.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · 44
  • 2 · 44 (Noise Version)
  • 3 · Light On
  • 4 · Tod
  • 5 · Blank Page
  • 6 · PV
  • 7 · K&F Thema (Pizzicato)
  • 8 · K&F Thema
  • 9 · Austerlitz
  • 10 · A Violent Sky

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