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Recensioni | Pubblicato il 25 maggio 2015

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Valentina Dorme

La estinzione naturale di tutte le cose

Genere: Alt. Rock, Songwriting

Anno: 2015

Casa Discografica: Lavorare Stanca

Servizio di:

I circa sei anni trascorsi dalla pubblicazione del bellissimo La Carne giustificano l’attesa venutasi a creare intorno al nuovo lavoro dei Valentina Dorme, una delle band che meglio ha saputo rappresentare la sintesi tra carnalità del rock, raffinatezza delle liriche e ambientazioni spesso cinematografiche, in un connubio che ci ha regalato alcuni degli episodi più interessanti della scena indipendente italiana degli ultimi venti anni.

Quarto album in una carriera ufficialmente iniziata nel 1992, sebbene il primo disco in studio abbia visto la luce solo dieci anni dopo, La estinzione naturale di tutte le cose segna il passaggio della formazione trevigiana all’etichetta Lavorare Stanca dell’invece “instancabile” Fabio De Min (Non Voglio che Clara), la cui impronta in fase di arrangiamenti rappresenta la prima evidente novità nella musica del quartetto.

Archi, piano e fiati entrano, infatti, a far parte in maniera netta e decisa del suono dei Valentina Dorme, integrandosi alla perfezione nelle più classiche geometrie del gruppo, spesso ruvide e impregnate di sangue e sudore. Quello stesso sangue e quello stesso sudore che scorrono tra le pieghe noir di racconti come “A colpi d’ascia”, “Cronaca sportiva minore”, o “Monsignor Ligresti, cardinale”, negli amori passionali e al tempo stesso sporchi e violenti (“Ricordi, cagna?”, “Le linee transatlantiche”, “Waterloo”).

Corpi protagonisti nel sesso e nella morte, ma anche nella linearità armonica delle fatiche sportive (“Lucidio Sentimenti IV”), acrobatiche (“Il circo lascia la città”) o teatrali (“Una Giulietta qualsiasi”), descritti con quell’abilità narrativa che Mario Pigozzo Favero ha già ampiamente dimostrato nel corso di questi anni, prima di confluire in chiusura di disco in quello che è il pezzo più riflessivo dei Valentina Dorme, ossia “Shanghai”, primo singolo estratto dall’album.

La estinzione naturale di tutte le cose sembra dunque rappresentare un punto di ripartenza per i Valentina Dorme, che, fissati ormai i pilastri delle proprie strutture musicali, ne arricchiscono la sostanza con dettagli nuovi ed elementi più barocchi, caratteristiche che potrebbero inizialmente disorientare i vecchi fan della band, ma che sapranno ampliare il raggio d’azione della band e del suo rock autorale di stampo letterario.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · A colpi d'ascia
  • 2 · Ricordi, cagna?
  • 3 · Cronaca sportiva minore
  • 4 · Una Giulietta qualsiasi
  • 5 · Lucidio Sentimenti IV
  • 6 · Una burla piccola ma buona
  • 7 · Monsignor Ligresti, cardinale
  • 8 · Il circo lascia la città
  • 9 · Le linee transatlantiche
  • 10 · Carrarmati
  • 11 · Waterloo
  • 12 · Shanghai

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