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Recensioni | Pubblicato il 25 luglio 2013

campetty

Campetty

La raccolta dei singoli

Genere: Indie-pop, Alt-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Orso Polare Dischi

Servizio di:

Nuovo cambio di formazione, nuovi stimoli, la “y” posta a fine cognome a fare da ponte tra la precedente esperienza a nome Intercity e una dimensione più personale di questo nuovo progetto: la terza vita musicale dei fratelli Campetti (più Paolo Comini e Gian Nicola Maccarinelli) comincia da qui e da La raccolta dei singoli, primo lavoro a marchio Campetty, appunto.

Un titolo che racchiude già in sé una neppure troppo ironica dichiarazione di intenti della band bresciana, ancora una volta dimostratasi meticolosa e attenta all’aspetto compositivo a tal punto da mettere in fila dodici brani tutti potenzialmente pronti a svolgere il ruolo di “pezzo portante” dell’album, sia che si tratti di ballad o delicati affreschi intimisti, sia che ci si muova nell’ambito di più coinvolgenti squarci indie-pop.

Bastano così le prime fasi dell’album per immergersi a fondo nelle atmosfere di casa Campetty, a partire dalle sinuose linee armoniche de “(L’intro)” passando per le più graffianti “Cowboy blues” , “Nuoto dorsale” e “The muffa forest”, egregiamente rette da strutture melodiche immediate ma non banali.

È pur vero che l’impianto generale dei brani non sembra discostarsi in maniera rivoluzionaria dai punti salienti del lavoro degli Intercity, ma l’impressione che se ne ricava è quella di un percorso portato avanti con consapevolezza ed una buona dose di personalità.

Così, mentre “Lungofiume” alterna le strofe ritmate alla delicatezza senza tempo del ritornello, “Mariposa gru” porta in primo piano la vocalità suadente di Sara Mazo dei mai dimenticati Scisma, prima di riaffondare nel pop elettrico di “Tenda Prodigy” e soprattutto di “Il parco dei principi”, nella quale la Mazo compare nuovamente come backing vocals.

A chiudere il cerchio ci pensano poi il mood decadente e dai sentori anni ’90 di “Brasilia”, il crescendo emotivo di “Vittoria”, quindi la sofferta ballata “A nastro”, in cui i Campetty mostrano tutta la loro abilità compositiva, che anticipa la vera e propria uscita di scena di nome e di fatto, ovvero l’incalzante “L’outro”, brano tanto semplice e lineare quanto coinvolgente.

Album senza dubbio convincente, nonostante qualche punta di monotonia sul lungo termine, La raccolta dei singoli è il tipico disco apparentemente innocuo ma capace di imprimersi nella testa già dopo pochi ascolti, per merito di una scrittura riconoscibile ed affascinante. Era stato così ai tempi degli Edwood e degli Intercity, lo è oggi sotto la nuova insegna: un valido ritorno per Campetti e soci, godibile peraltro in free download sul sito ufficiale della band www.campetty.it.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · (L'intro)
  • 2 · Cowboy blues
  • 3 · Nuoto dorsale
  • 4 · The muffa forest
  • 5 · Lungofiume
  • 6 · Mariposa gru
  • 7 · Tenda Prodigy
  • 8 · Brasilia
  • 9 · Il parco dei principi
  • 10 · Vittoria
  • 11 · A nastro
  • 12 · L'outro

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