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Recensioni | Pubblicato il 21 febbraio 2013

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Gatto Ciliegia e il Grande Freddo

La scoperta dell’alba

Genere: Soundtrack, Post-Rock, Ambient

Anno: 2013

Casa Discografica: Fandango/Rai Cinema

Servizio di:

Un’assenza lunga circa cinque anni, dai tempi di Disconoir del 2008, e un silenzio che non rendeva onore a una delle band più rappresentative di una certa scena indipendente italiana dell’ultimo decennio, quei Gatto Ciliegia e il Grande Freddo che furono fra i primi nel nostro paese a cimentarsi nei meandri delle più eleganti atmosfere post-rock.

Il ritorno sulle scene della band piemontese coincide con l’uscita de La scoperta dell’alba, colonna sonora dell’omonimo film di Susanna Nicchiarelli liberamente tratto dal romanzo di Walter Veltroni, esercizio di stile che i Gattidimostrano di superare con la loro consueta classe.

Soundtrack assolutamente a proprio agio anche lontana dalla dimensione cinematografica, La scoperta dell’alba condensa in dieci tracce i tratti distintivi della musica dei Gatto Ciliegia, spaziando dalle trame post-rock a più tenui atmosfere ambient, passando per soluzioni che strizzano senza remore l’occhio all’electropop.

Sabbia d’oro” apre le danze con il suo delicato quanto inquieto incedere, giocato su pochi scarni tocchi di chitarra, così come in “Babele” o nei due episodi de “L’abbandono” i toni si mantengono costantemente sospesi in spazi rincuoranti e quasi eterei.

Più corpose si fanno le atmosfere in brani come “Dissolvenza incrociata”, in cui incursioni elettroniche ravvivano e  rinvigoriscono le sonorità, o “L’irréparable”, riproposizione del pezzo contenuto nel Red Album dei Gatto Ciliegia, mentre le due tracce che vedono la partecipazione di Pierluigi Ferrantini dei Velvet spostano il baricentro verso un’impostazione più tipicamente pop: dai tratti elettronici e coinvolgenti quella di “Ho chiuso gli occhi”, in scia ballad romantica quella de “L’imbrunire”.

Chiudono il cerchio i due pezzi più brevi, “La mia voce lontanissima” e “Cronaca rossa”, piccole digressioni prossime all’ambient che ben si collocano nel quadro generale dell’album, anche se la seconda meglio avrebbe potuto fare da ouverture a un brano più articolato piuttosto che lasciar morire in una sorta di improvvisa sospensione il disco.

Autori di un piacevolissimo ritorno, comunque, i Gatto Ciliegia e il Grande Freddo confermano un talento di cui in questi anni si era sentita la mancanza, rimettendosi in gioco in una dimensione, quella delle colonne sonore appunto, che sembra adattarsi ottimamente ai loro ritratti musicali carichi di emotività e mistero. Un buon lavoro che si spera possa far riemergere la bravura del gruppo torinese e regalargli lo spazio che merita.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Sabbia d’oro
  • 2 · Ho chiuso i miei occhi (feat. Pierluigi Ferrantini)
  • 3 · Babele
  • 4 · L'irréparable
  • 5 · L'abbandono
  • 6 · Dissolvenza incrociata
  • 7 · L'abbandono (una 2a telefonata)
  • 8 · La mia voce lontanissima
  • 9 · L'imbrunire (feat. Pierluigi Ferrantini)
  • 10 · Cronaca rossa

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