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Recensioni | Pubblicato il 27 marzo 2013

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Le Maschere di Clara

L'alveare

Genere: Alt-rock, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Maninalto! Records

Servizio di:

Le Maschere di Clara è un altro di quei gruppi che seguiamo dall’inizio con molto piacere, soprattutto perchè dalle potenzialità del primo ep 23 alla conferma debutto con Anamorfosi , si può registrare un’ennesima evoluzione e miglioramento nel nuovo album L’alveare la cui uscita è prevista per il mese di aprile.

Il terzetto, formato da Lorenzo Masotto (voce, basso, piano), Laura Masotto (voce e violino elettrico) e Bruce Turri (batteria), ha registrato l’album  ai “The Basement” Studio di Federico Pelle (che ha curato il mixaggio) con la collaborazione di “Dave” (Davide Venco) (Anna Calvi, i Klaxons, Killing Joke, The Charlatans). E infine non dimentichiamoci del contributo del direttore d’orchestra Andrea Battistoni per il quartetto d’archi.

Il progetto è come sempre ambizioso sia dal punto di vista del concept, sia per quanto riguarda l’aspetto musicale. Per quanto riguarda il primo aspetto, le nove tracce sono un omaggio ad alcuni autori della letteraura italiana che meglio hanno saputo cogliere l’uomo e il senso della vita e i vari aspetti di essa, da Pirandello ad Alda Merini. Dal punto di vista della composizione è sempre presente quel marchio di fabbrica che miscela strutture classiche  e rock ma con una maggiore focalizzazione sulla dicotomia di questi due aspetti e con un’irruenza pur sempre efficace ma più controllata e smistata su architetture che ripercorrono una molteplicità di stili.

Il pianoforte e il recitato di Laura Masotto ci introducono al primo brano “Rasoi di Seta” e poi l’esplosione, le discromie, le distorsioni che danno consistenza e magnificenza al suono del gruppo. Si cambia registro con “A Se stesso”, brano sul filo del rasoio con la componente classica che prevale per poco e tiene a bada le pulsioni di superaramento degli argini. Il suono ben si adatta all’umore del testo, fra i più interessanti dell’album: Nevica ancora nel silenzio  del tramonto all’orizzonte/Mi commuove la bellezza/come non aver vissuto mai/Nevica/Lasciami parlare ancora.

Forse il Cuore” spinge il pulsante sull’acceleratore e si caratterizza per una interpretazione vocale sofferta che si fa spazio nell’ordinato caos dell’arrangiamento. E dopo è il turno di “Il Fu Mattia Pascal” : Rimasi solo/come un cerchio d’acqua/Ad accompagnare i miei giorni, un unico pensiero:/“che nessuno nessuno si ricordò/più di me così /come non fossi mai esistito”. Gli scompensi emotivi sono ben rappresentati con una sezione d’archi eccezionale e cambi di ritmo che ben sostengono la solennità del brano.

L’omaggio a Lascia Ch’io pianga apre e chiude la ruvida “Se questo è un uomo”, nel quale particolare merito va all’uso della batteria. Tra i migliori brani dell’album c’è “Satura”, all’insegna di richiami prog e math, che meglio esprime la loro evoluzione (e lo stesso discorso si può fare per “Collezione di Sabbia”). “Notturno” porta un nuovo elemento: una forte influenza delle strutture classiche a cui si associa una profondità interpretativa che porta alla luce una tendenza cantautorale notevole. Degna conclusione di questo lavoro è “Fatti non foste a viver come bruti” che dopo una lunga cavalcata sonora, nella seconda parte da continuità alla sperimentazione con l’esplorazione di asimmetrie ritmiche e diradazioni del suono.

Le Maschere di Clara compiono con questo secondo lavoro un salto importante rispetto al primo album. Senza snaturarsi e senza forzature hanno rinvigorito i loro punti di forza e li hanno declinati verso un suono più canalizzato con un netto miglioramento anche delle liriche. Una crescita che fa emergere una importante padronanza dei propri mezzi e una consapevolezza che si riversa in uno stile ben delineato ma sempre dinamico.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Rasoi di Seta
  • 2 · A se stesso
  • 3 · Forse il cuore
  • 4 · Il Fu Mattia Pascal
  • 5 · Se questo è un uomo
  • 6 · Satura
  • 7 · Notturno
  • 8 · Collezione di sabbia
  • 9 · Fatti non foste a viver come bruti…

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