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Recensioni | Pubblicato il 11 febbraio 2014

lantern

Lantern

Diavoleria

Genere: Post Hardcore, Screamo

Anno: 2014

Casa Discografica: v4v

Servizio di:

“Ebbi un sogno che non era del tutto un sogno.
Il sole radioso si era spento, e le stelle
vagavano oscurandosi nello spazio eterno,
disperse e prive di raggi, e la terra coperta di ghiacci
intenebrandosi ruotava cieca nell’aria senza luce;
il mattino venne e svanì, ritornò senza portare il giorno,
e nel terrore di questa desolazione gli uomini obliarono
le loro passioni.” (Lord Byron, Oscurità)

Originari di Rimini ed ennesimi discepoli del “peripato” screamo/punk/hardcore romagnolo, i Lantern esordirono due anni anni fa con l’EP Noicomete, ben rappresentato dallo squarcio di cielo notturno della copertina. Nel 2014 tornano con Diavoleria, un album di certo più vario e calibrato, ma caratterizzato da sonorità ancora piuttosto grezze e immature.

La prima traccia, “Inferno a rotta di collo” si districa fra tematiche e termini tratti dal linguaggio aerospaziale, pur concedendosi, in cornice, un sottofondo tratto dal film “Crimini e misfatti” e degli altrettanto stranianti miagolii. A seguire l’icastica “Il segreto delle ragazze” strizza decisamente l’occhio a Niente (è un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze) dei L’Amo.

Con una malinconica pacatezza il terzo  brano, “Blek macigno”, sembra alludere a “Il grande Bleck” di Piccioni, una pellicola che esamina i cambiamenti del decennio intercorso fra il 1963 e il 1973, soffermandosi sulle modalità attraverso le quali ognuno può affrontare le tappe esistenziali necessarie a raggiungere l’età adulta. Inoltre gli ultimi trenta secondi sono occupati da una breve riflessione teologica di Woody Allen.

Il quarto pezzo, “Mucchio d’ossa Copperpot” è un narrato aggressivo, accompagnato da una batteria e da una chitarra incostanti, “Antonio”, invece, vira verso riff armoniosi e ben ritmati, divisi fra utopie fiabesche e paradossi amorosi.

La sesta traccia, “Siberia”, che inaugura forse la parte meglio riuscita del disco, spazia da Paul Auster, uno dei capisaldi della letteratura newyorkese contemporanea, al travagliato pittore Van Gogh in un turbinio di amari ricordi e delusioni. Dal punto di vista prettamente musicale è piuttosto trascinante, inoltre si rivela una scelta azzeccata il parlato inserito nella parte centrale del brano.

“L’invincibile S50″, pone l’accento sulle problematiche derivate dall’assenza di cambiamento e dalle disillusioni, a cui i Lantern oppongono una tenace instancabilità; la struttura di questo pezzo prevede un crescendo emotivo che culmina tra frasi incisive e il suono ben scandito della chitarra. “Profeta”, violento e indissolubilmente saldato a “L’invincibile S50″, si esaurisce infine con un altro estratto da “Crimini e misfatti”.

Tirando le somme in Diavoleria vengono tratteggiate molteplici variazioni rispetto all’EP Noicomete (come il consistente apporto di citazioni) ed io rimango in dubbio, come davanti a profezie di terremoti futuri che non so ancora interpretare.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Inferno a rotta di collo
  • 2 · Il segreto delle ragazze
  • 3 · Blek macigno
  • 4 · Mucchio d'ossa Copperpot
  • 5 · Antonio
  • 6 · Siberia
  • 7 · L'invincibile S50
  • 8 · Profeta

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