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Recensioni | Pubblicato il 6 dicembre 2013

Stranger Son

Stranger Son

Last Days of Butterfly

Genere: Darkwave, Alternative

Anno: 2013

Casa Discografica: Leonard Skully Records

Servizio di:

Stranger Son è un collettivo britannico, di Manchester, che comprende Gareth Smith, Julie Campbell, Brendan Watters, Paddy Shine, Stephen Monster, Daniel Fern e altri musicisti che ruotano intorno alla band. Attivi da quasi un decennio, Last Days of Butterfly è il loro terzo album in studio ed è uscito qualche giorno fa via Leonard Skully Records.

L’album è stato registrato in presa diretta in una piscina vuota, all’interno di un palazzo-monumento di Manchester (Il Gala). Le cinque composizioni svelano poco alla volta l’essenza della loro musica che si basa essenzialmente su te punti: un mood oscuro figlio della corrente darkwave e il conseguente stato di tensione, l’approccio cinematografico delle loro composizioni e il timbro vocale profondo di Gareth Smith che risulta efficace sia nelle parti cantate e sia quando si cimenta nello spoken word.

Le prime due tracce “Last Days of Butterfly” e “French Playground”  approcciano un registro simile: un flusso funereo nel quale gli strumenti scavano efficacemente l’arrangiamento che cresce d’intensità ma non di consistenza, allinenandosi alla solennità e all’ossessività delle parole di Smith. In “I Got Lucky” la batteria assume un ruolo determinante, dettando i tempi e rendendo vibrante il brano che assume una dinamica post-rock; le distorsioni non invadono la teatralità del pezzo, ma restano sottostrato in modo strategico per la riuscita del pezzo.

Gli ultimi due pezzi cambiano nuovamente registro. In “Plane to Belgium” viene espressa una irruenza sinora trattenuta e che fa emergere i retaggi wave della loro musica, quasi ad un livello “grezzo”. Stesso discorso vale per la successiva “The Button Calls” con la differenza che si tratta di un pezzo totalmente strumentale e inoltre vi è la presenza di un maggior controllo del suono e piccoli “tentennamenti” che arricchiscono l’impatto visuale del brano.

Un disco molto interessante, che miscela sapientemente parola ed esplorazione del suono: vengono ricercate più impostazioni che rivela un naturale livello derivativo ma anche accenni di originalità che riescono a dare tocchi di personalità alla loro musica. Da seguire con interesse.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Last Days of Butterfly
  • 2 · French Playground
  • 3 · I Got Lucky
  • 4 · Plane to Belgium
  • 5 · The Button Calls

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