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Recensioni | Pubblicato il 12 novembre 2014

LeTempesteCheAbbiamo_cover

Kaufman

Le Tempeste che Abbiamo

Genere: Songwriting, Pop

Anno: 2014

Casa Discografica: IRMA Records

Servizio di:

Terzo album in studio della band bresciana con una nuova formazione: con Lorenzo Lombardi (voce, chitarra, testi) ci sono Andrea Gaioni (chitarra), Simone Gelmini (batteria), Giorgio Marcelli (ex Annie Hall, basso), Alessandro Micheli (chitarra, tastiera e voce). Si intitola Le tempeste che abbiamo ed è uscito nel mese di ottobre per Irma Records. Prodotto, arrangiato e scritto con Alessandro Raina. Una collaborazione importante e che ha saputo valorizzare il lavoro del gruppo.

La loro musica è perfettamente in linea con quello che viene definito il “cantautorato moderno italiano”: da un lato esaltato all’ennesima potenza, dall’altro “vittima” di crociate idealistiche futili. Spesso ci si dimentica della materia prima, di ascoltare ciò che viene proposto e spesso si giudica il contenitore (il genere di riferimento) senza dare uno sguardo al contenuto.

La band bresciana, con le dieci composizioni, porta avanti un senso dell’estetica notevole degli arrangiamenti con una cura minuziosa e che valorizza in maniera ottimale il loro concetto di armonia nella musica (“Alieni” e “Un Aprile Immaginato” sono due brani che rendono maggiormente da questo punto di vista). Un’intimità che si esprime anche con un buon livello di scrittura (semplice ma comunque efficace), che, come titolo rivelatore, parla degli impulsi che arrivano alla nostra testa e ai cambiamenti che questi comportano.

Si va dalla leggiadria ritmica di “La mia piccola rivoluzione francese“, che coinvolge anche un coro di bambini, alla introspezione quasi solenne di “Cacciatori di Zombie” (da segnalare anche la convincente interpretazione vocale), sino alla tensione evocativa di “Astronauta“. Menzione speciale per “Santa Kryptonite“, il brano che meglio rappresenta il senso del disco sia da un punto di vista compositivo che di scrittura (e di fusione fra questi).

Kaufman, con questo nuovo album, dimostrano che non sono gregari di una corrente ma semplicemente un gruppo ispirato che saputo sfruttare bene le proprie caratteristiche e fare della coniugazione fra melodia e scrittura il proprio punto di forza. Niente di innovativo o rivoluzionario ma ben realizzato.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Alieni
  • 2 · Modigliani
  • 3 · Il manifesto struggente di giovani vampiri
  • 4 · Astronauta
  • 5 · Santa Kryptonite
  • 6 · Cacciatori di zombie
  • 7 · Un aprile immaginato
  • 8 · Il fiore del loto
  • 9 · La mia piccola rivoluzione francese
  • 10 · Gotham

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