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Recensioni | Pubblicato il 25 giugno 2014

WRF

William Ryan Fritch

Leave Me Like You Found Me

Genere: Avant-Folk, Instrumental

Anno: 2014

Casa Discografica: Lost Tribe Sound

Servizio di:

Vi avevamo accennato ad una serie di release continue, di William Ryan Fritch, che Lost Tribe Sound avrebbe pubblicato. Un periodo florido del compositore statunitense che, a poche settimane da Emptied Animal,  ha pubblicato il nuovo lavoro Leave Me Like You Found Me. 

Due album concettualmente e stilisticamente legati e che si distaccano prepotentemente da ciò che sapevamo del compositore statunitense. In questi ultimi due anni lo avete conosciuto come compositore di colonne sonore, per la sua preparazione classica, per la sua capacità di costruire trame ambientali. La ricerca e la contaminazione sono altri due fattori che hanno sempre accompagnato il suo progetto.

Nei precedenti lavori, si è trattato di soprattutto di un lavoro di limatura, di attenzione agli spazi e di destrutturazione del suono.  Leave Me Like You Found Me è un album che invece, come si era percepito nell’ep uscito ad aprile, che varca in maniera totale i confini, pur rimanendo saldi alcuni suoi aspetti della sua musica (la prima parte di “Coursing Through Veins“, le forti vibrazioni ambientali dell’affascinante “Weightless“). Il territorio si allarga notevolmente ed è la forma libera  a prevalere. C’è la necessità di un racconto e la narrazione avviene canalizzando il suono su trame folk strumentali  che seguono vari percorsi.

L’apertura con “A Still Point in this Turning World” introduce subito l’elemento psichedelico che accompagnerà tutto l’album e anche l’andamento solenne della composizione. La vocalità è sempre accennata (lamento e strumento aggiunto in “Tangled Together“), restano retaggi orchestrali e lo dimostrano anche la successive “Sun on Cold Skin” e l’eterea (dal retrogusto post-rock) “Half Awake in Slow Motion“.

Tra i brani più interessanti dell’album c’è “With The Winds Against Us” nella quale ritroviamo lo stile di Fritch fra riempimenti rumoristici e minimalismo strumentale; ma il pezzo fa emergere anche la sua capacità di dare fluidità ai repentini cambi ritmici. Da questo punto di vista “Bind and Unbind” è il brano che meglio identifica questi aspetti e la rotazione stilistica del compositore statuintense.

Il talento del compositore e multi-strumentista era già noto; si aggiunge anche quello di creazione di narrazioni palpabili con proiezioni utopiche. Un percorso che ci fa comprendere il suo ruolo di artista più come contenuto che come contenitore, assumendo varie forme in base alla situazione. E non finisce qui. Fritch, quest’anno, non ha completato la sua serie di release. La curiosità, per altre eventuali evoluzioni, è d’obbligo.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · A Still Turning Point in this World
  • 2 · Sun on Cold Skin
  • 3 · With The Winds Against Us
  • 4 · Coursing Through Veins
  • 5 · Half Awake in Slow Motion
  • 6 · Weightless
  • 7 · Tangled Together
  • 8 · Empty Upon Impact
  • 9 · Bind and Unbind
  • 10 · Leave Me Like You Found Me

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