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Recensioni | Pubblicato il 24 luglio 2014

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The Acid

Liminal

Genere: Electro, Future Sound

Anno: 2014

Casa Discografica: Infectious

Servizio di:

It’s like painting before you know what you are painting. You’re stuck in the process before you’ve got an idea of what you’re making. The beauty of that is complete freedom.” (Ry X)

Non ci sono parole migliori per introdurre il progetto The Acid: la libertà ha una certa importanza nel quadro generale di questo lavoro. Commistione e alternanza di generi, mondi diversi che si uniscono, un’attitudine alla sperimentazione: queste sono le coordinate che redono una prima idea della collaborazione fra il cantautore e producer australiano Ry X, il producer Steve Nalepa e il dj britannico Adam Freela.

La scrittura e il falsetto di Ry X si mettono a disposizione delle invenzioni dei due “costruttori di suono”: Liminal, l’album di debutto uscito via Infectious, è un condensato di elettronica che si manifesta attraverso varie modalità e livelli di stratificazione; nulla di nuovo o particolarmente originale: ciò che colpisce è il modo con cui viene realizzato il tutto, la capacità di rimodellare continuamente il suono senza intaccare l’incisività dei pezzi.

Animal” (così come la conclusiva “Feed“) è un brano che potrebbe ingannare su ciò che andremo a sentire: è un pezzo figlio di un’elettronica oscura e che riprende il filone del future sound con la parte vocale che si distende su sonorità sospese e dilatate, caratterizzate da piccole fratture. Questo è un tema dell’album, ma ne vengono sviluppati tanti altri: il primo esempio è quello di “Veda” che, dopo la quiete iniziale, innalza le ritmiche con soluzione danzereccia. Stesso discorso per “Fame” che segue la stessa linea aggiungendo un ulteriore strato melodico. E anche “Ghost” entra in quest’ottica ma in una prospettiva meno irruenta, con un maggiore focalizzazione sul lato tagliente del suono.

Ra” cambia passo e ci immerge in un’atmosfera più evocativa e intima, anche grazie all’importanza della componente acustica. Questa si ripresenta anche in “Basic Instinct” ma stilisticamente siamo vicino alle produzioni elettropop degli anni ’00.

Citazioni speciali meritano “Creeper” per la sua capacità di esaltare la frattura sonora, “Tumbling Lights” che fa leva sull’aspetto rumoristico in un contesto di minimizzazione dell’arrangiamento, “Clean” che mette in evidenza la loro capacità di sovrapporre e tenere uniti vari strati (da quello semi-ambient allo sviluppo di ritmiche più pulsanti al subliminale ed elegante sfilacciamento della trama globale).

Un progetto del genere ha smisurata possibilità di crescita e soprattutto la possibilità di prendere diverse direzioni, considerata la versatilità del progetto e di chi compone lo stesso. Un ottimo debutto che ha saputo mettere in secondo piano le persone, facendo emergere la personalità di queste e il risultato si è sentito dall’imponenza e il carattere delle undici composizioni.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Animal
  • 2 · Veda
  • 3 · Creeper
  • 4 · Fame
  • 5 · Ra
  • 6 · Tumbling Lights
  • 7 · Ghost
  • 8 · Basic Instinct
  • 9 · Red
  • 10 · Clean
  • 11 · Feed

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