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Classifiche | Pubblicato il 29 dicembre 2014

Chi segue il nostro sito sa che non amiamo le classifiche, troppo sommarie e mai realmente indicative di tutto ciò che in un anno la musica riesce a regalarci. Vogliamo, piuttosto, riepilogare alcuni tra quelli che secondo noi sono i migliori album dell’anno appena trascorso, suggerendovi di recuperarli qualora vi fossero sfuggiti o di riascoltarli se già avete avuto modo di apprezzarli.

Questi i miei consigli, in ordine del tutto casuale.

Internazionali

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Graveyard Tapes – White Rooms Un album oscuro e denso, in pieno stile Graveyard Tapes. Un anno dopo il già ottimo Our Sound is Our Wound, la band scozzese ritorna con un lavoro eccellente, che ne mette in mostra tutta la personalità e profondità. (Ascolta)

Low Roar – 0 Allargata la formazione a quattro elementi, quello che inizialmente era il progetto solista di Ryan Karazija si arricchisce di nuove sfumature e raggiunge livelli altissimi. Tra elettronica, folk e ispirazione nordica, 0 è di sicuro tra i migliori ascolti del 2014. (Ascolta)

Elise Melinand – Gray Hoodie Esordio entusiasmante per la polistrumentista francese Elise Melinand, che nella sua vena sperimentale, fatta di innovazione e sonorità ricercate, fa confluire uno spiccato senso estetico e una creatività fuori dal comune. (Ascolta)

Damon Albarn – Everyday Robots Da un personaggio come Damon Albarn non era difficile aspettarsi un lavoro originale e qualitativamente di rilievo, e così è stato. Con un pop d’autore, ricercato e spesso intimista, il leader dei Blur esordisce da solista con un album che diventa immediatamente imprescindibile. (Ascolta)

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St. Vincent – St. Vincent Annie Clark è senza dubbio una delle protagoniste di quest’ultima annata musicale, acclamata quasi unanimemente come una delle più influenti musiciste di questo periodo. Il suo quinto lavoro in studio ne conferma le doti compositive e il carisma, consacrandola nell’Olimpo musicale. (Ascolta)

Lana Del Rey – Ultraviolence Sensualità glaciale al servizio di un pop costruito con eleganza, è la ricetta che la cantautrice statunitense continua ad offrire a fan e detrattori. Checché se ne dica, un lavoro ipnotico e convincente. (Ascolta)

Liars – Mess Rumore, spasmi, deliri electro-wave, i Liars proseguono il proprio lavoro di sperimentazione sulla scia del precedente WIXIW e ci regalano un altro complesso gioiello da conservare tra le migliori uscite del 2014. (Ascolta)

Sharon Van Etten – Are we there La cantautrice statunitense giunge al suo quarto lavoro in studio, mettendo in luce tutta l’intensità delle sue abilità di composizione. Senza dubbio tra le protagoniste del rock al femminile in quest’ultimo anno. (Ascolta)

Tired Tape Machine – Not here Piacevole scoperta di fine anno, il progetto solista dello svedese Petter Lindhagen sorprende per la sua incredibile maturità, riversata in questo terzo lavoro interamente concepito in una baita tra le foreste scandinave. Un album complesso e di non facile ascolto, tutto da godere. (Ascolta)

Thom Yorke – Tomorrow’s Modern Boxes Ennesimo esperimento di marketing per Thom Yorke, tra la pubblicazione a sorpresa dell’album e la sua diffusione via torrent, ed ennesimo scossone tanto commerciale quanto musicale, sulla scia delle deflagranti sperimentazioni elettroniche di questi ultimi anni. (Ascolta)

Sea Oleena – Shallow Ottimo ritorno per la giovane cantautrice canadese, che da tempo seguiamo con attenzione. Il nuovo album, intenso e trasognante, ripropone le delicate atmosfere tipiche dell’artista, tra dream-pop e slanci neoclassici. (Ascolta)

Italiani

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Santo Barbaro – Geografia di un corpo Formazione allargata e un romanzo di prossima uscita, il ritorno della band romagnola fa incontrare musica e letteratura, cantautorato e suoni graffianti, in un disco da consumare nel lettore. (Ascolta)

Paolo Benvegnù – Earth Hotel Paolo Benvegnù è ormai una certezza del panorama musicale italiano e le tracce che si dipanano tra le camere dell’Earth Hotel, dense e cariche di pathos, non fanno che confermarlo. (Ascolta)

Juda – Quel brevissimo istante in cui ti manchi La formazione lombarda fa il suo ritorno dopo una lunga attesa, con un doppio album granitico e dai suoni potenti, che reggono con forza una curata componente testuale. (Ascolta)

Veivecura – Goodmorning Utopia Il nuovo lavoro in studio di Davide Iacono, accompagnato da una nutrita schiera di musicisti, è l’ennesimo emozionante viaggio sonoro del polistrumentista siciliano, in cui sonorità più pop rispetto al passato si legano indissolubilmente all’impatto emozionale della sua riconoscibile scrittura. (Ascolta)

Betti Barsantini – Betti Barsantini L’unione di due menti geniali, quali Alessandro Fiori e Marco Parente, dà vita a un disco al tempo stesso sarcastico e raffinatamente pop. (Ascolta)

Gnut – Prenditi quello che meriti Terzo album in studio per Claudio Domestico, in arte Gnut, e il suo pop-folk vellutato ed accogliente, fatto di racconti intimisti ma anche di sonorità più aperte che in passato. Tra le migliori espressioni cantautoriali del nostro paese. (Ascolta)

Vessel – Le difese Side-project di Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi dei Giardini di Mirò, i Vessel cambiano veste rispetto agli esperimenti passati e virano verso un cantautorato nostalgico, ispirato agli chansonnier e alla musica popolare. Arricchito di interessanti collaborazioni, Le difese è un album a dir poco prezioso. (Ascolta)

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Melampus – N° 7 Oscuro ed inquietante, il nuovo album del duo è un viaggio sonoro da affrontare ad occhi chiusi, muovendosi tra le atmosfere asfissianti e a tratti cinematografiche create ad arte. (Ascolta)

Non Voglio che Clara – L’amore fin che dura Tra gli album più attesi di quest’anno, il ritorno di Fabio De Min e soci non delude e arricchisce la storia della band bellunese di un nuovo capitolo pop decadente e retrò, dalla scrittura mai banale. (Ascolta)

Werner – Down below on your own Band che amiamo sin dagli esordi, i Werner ci regalano un’altra gemma musicale. Pop barocco per palati fini, il secondo disco del terzetto toscano è una piacevolissima conferma, che non smetteremo mai di suggerire ai nostri lettori. (Ascolta)

Giardini di Mirò – Rapsodia Satanica Album che trae ispirazione dalle musiche originali dell’omonimo film di Nino Oxilia, realizzato nel 1917 ed interpretato dalla diva del cinema muto Lyda Borelli, il nuovo lavoro dei Giardini di Mirò riporta la band a trame più tipicamente post-rock e psichedeliche, per l’ennesima ottima prova discografica. (Ascolta)

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