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Live report | Pubblicato il 19 luglio 2013

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Prima data italiana per gli Atoms for Peace. Il gruppo, capitanato da Thom Yorke si presenta sul palco del Rock in Roma (Ippodromo delle Capannelle) di fronte a centinaia di fan spinti per lo più da curiosità. Se togliamo quella buona fetta di pubblico devota al geniale Yorke, pronta a sostenerlo qualsiasi cosa egli proponga, il resto degli spettatori non sa proprio cosa aspettarsi. Il timore che anche gli Atoms for Peace siano l’ennesima deludente super formazione di musicisti famosi serpeggia silenziosamente (per chi non lo sapesse, oltre a Thom Yorke, fanno parte del progetto anche Flea dei Red Hot Chili Peppers, il produttore dei Radiohead Nigel Godrich impegnato fra chitarre, tastiere e campionamenti, Mauro Refosco (David Byrne, Brian Eno) alle percussioni e Joey Waronker (R.E.M) dietro la batteria).

Basta la prima canzone, “Before your very eyes, per dissipare ogni paura. I bassi di Flea, potenti e precisi, esplodono nelle orecchie rafforzati da ritmiche così serrate da lasciare il pubblico senza fiato. Per buona parte del concerto, la gente è immobile, incantata dalla presenza dei musicisti. Passano pochi minuti e l’energia degli Atoms for Peace esplode. Scende dalla testa al corpo, pervade gambe e braccia, invita a danzare senza tregua. Dopo il singolo “Default, è la volta di “The clock, uno dei brani portanti di The Eraser, il disco solista di Yorke grazie al quale è nata la collaborazione con Godrich prima e con il resto degli attuali Atoms for peace, poi. “Ingenue, rivisitata al pianoforte, è un piccolo capolavoro d’ingegno musicale. “Dropped, una vera e propria fuga ritmica rielaborata in chiave dinamica, assai più veloce rispetto alla versione del disco, trascina il pubblico in un ondeggiante movimento collettivo, mentre Thom e Flea ballano come pazzi in preda a un’euforia quasi tribale. Durante la foga, la cinghia del basso di Flea si allenta. Interviene un assistente di palco. Il bassista si agita, indicandogli di alzare la cinghia più in alto; ma non è rabbia: è solo voglia di suonare e continuare a saltare da un lato all’altro del palco. Poi congiunge le mani in segno di preghiera e ringrazia il tecnico di essere giunto in suo soccorso. Ci si diverte davvero a guardarli.

Il gruppo sembra coeso, sicuro dei pezzi e dei nuovi arrangiamenti proposti anche quando è il turno di altri brani di Yorke come “And it rained all night, la splendida “Harrowdown Hill e “Cymbal rush, il brano che chiude la prima parte del concerto. La band rientra dopo una breve pausa e si riparte con “Skip Divided e una rara “Feeling pulled apart by horses, scritta a quattro mani con l’inseparabile Jonny Greenwood ma mai utilizzata ufficialmente dai Radiohead. La perla della serata – di certo la canzone che non ti aspetti – è “Rabbit in your headlight, brano del 1998, pubblicato dal duo britannico UNKLE con la collaborazione di Thom Yorke, il quale corre al piano e lascia a Flea l’intenso vaniloquio del folle protagonista del video. C’è anche il tempo per un fuori programma: quando è il turno di “Paperbag Writer l’impianto salta completamente, così il gruppo si vede costretto a lasciare il palco per qualche minuto. Rientrato con un piccolo megafono in mano, Thom scherza con gli altri sul funzionamento dei microfoni. Nonostante l’imprevisto l’atmosfera è rilassata, così, dopo aver ripreso il pezzo interrotto, il gruppo saluta il pubblico con una coinvolgente versione di “Amok. Probabilmente spinti dall’imbarazzo dell’incidente e convinti dai richiami del pubblico, gli Atoms for Peace rientrano per un ultimo bis. “Volete di più?” domanda divertito Thom. Il finale è affidato ad “Atoms for peace e “Black Swan”.

Yorke e soci se ne vanno portandosi dietro l’eco di grida e applausi, dopo aver trasformato l’ippodromo romano in una discoteca di luci e colori. Nessun paragone con i Radiohead, per favore. Gli Atoms for Peace sono una cosa diversa e meritano di essere visti e ascoltati con lo stesso interesse. In pochi resteranno delusi, garantito.

Setlist:

1. Before Your Very Eyes
2. Default
3. The Clock
4. Ingenue
5. Stuck Together Pieces
6. Unless
7. And It Rained All Night
8. Harrowdown Hill
9. Dropped
10. Cymbal Rush

Encore:

11. Skip Divided
12. Feeling Pulled Apart by Horses
13. Rabbit in Your Headlights
14. Paperbag Writer
15. Amok

Encore 2:

16. Atoms for Peace
17. Black Swan

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