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Live report | Pubblicato il 26 novembre 2012

E’ martedì sera. Padova è fredda, anzi gelida, ma al Bastione Alicorno, nonostante la mancanza di infissi, si respira un’atmosfera calda, e non solo per merito del getto d’aria che funge da riscaldamento in questa location così suggestiva. Dall’annullamento del concerto dei Crocodiles del 2 dicembre questa è divenuta l’ultima data del Looop Club al Bastione, e la conclusione di tale ciclo sta per avvenire davvero in grande stile. A distanza di un mese dal concerto dei Japandroids è la volta di un altro duo indie rock estremamente valido e noto nella scena internazionale. Sto parlando ovviamente dei Blood Red Shoes, i beniamini della serata; una band che pesta pesante, di grande grinta strumentale. Ad aprire la serata nessun gruppo spalla, ma un dj set azzeccato che riesce egregiamente nel suo sforzo di creare l’atmosfera giusta. A testimonianza del successo riscosso dall’evento riferisco che per l’occasione ho sentito di persone giunte appositamente da Mestre o da Bologna. L’ambiente si riempie rapidamente e, verso le 10 e mezza, il live può ufficialmente avere inizio. Laura-Mary Carter è splendida nella sua alterigia e nella noncuranza con cui pizzica le corde della chitarra; di contro il brio viene messo da Steven Ansell con il suo entusiasmo spumeggiante e i suoi ritmi sostenuti. L’intero live si muove tra i vari brani della trilogia del duo; i più recenti, morbidi e dal gusto più leggero raccolgono sorrisi di approvazione, ma sono le vecchie glorie a scatenare i pochi e disordinati momenti di pogo della serata ad un pubblico impacciato dai cappotti e dall’incertezza. Ad una prima parte più composta e tecnica si contrappone un crescente furore esecutivo che sfocia in pezzi come In Time To Voices, ma soprattutto in You Bring Me Down ed I Wish I Was Someone Better, dove i più affezionati non riescono a trattenersi dal far scoppiare il giusto degenero in platea. Da segnalare inoltre il primo brano dell’encore, The Surf Song, dove i due si scambiano gli strumenti e possiamo così ammirare Steven al colmo della sua forma, finalmente libero di muoversi sul palco. Alla fine la soddisfazione del pubblico è palpabile e gli artisti possono uscire di scena consci della buona riuscita del loro set. Un evento come ce ne vorrebbero molti, dunque; è sempre una bella cosa che qualcuno si impegni per far venire a suonare nelle vicinanze artisti che altrimenti resterebbero eternamente rinchiusi dentro ai nostri ipod e vagheggiati senza un riscontro pratico. Ci auguriamo dunque di poter avere presto nuove date del progetto Looop Club, e magari una sede definitiva, che sti ragazzi se la meritano.

 

Setlist

  1. It’s Getting Boring By The Sea
  2. Don’t Ask
  3. Say Something, Say Anything
  4. Heartsink
  5. Keeping It Close
  6. Cold
  7. When We Wake
  8. This is Not For You
  9. Lost Kids
  10. Light It Up
  11. In Time To Voices
  12. It Is Happening Again
  13. You Bring Me Down
  14. Colours Ears

 

Encore

  1. The Surf Song (strumenti scambiati)
  2. I Wish I Was Someone Better
  3. Je Me Perds

 

 

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