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Live report | Pubblicato il 4 marzo 2012

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Si sedes non is: da leggersi al contrario e considerarsi l’azione che avremmo dovuto compiere non appena entrati nel locale se non ci avesse sospinto un sacrosanto amore per l’arte, che è stato in grado di vincere persino la spossatezza ed il male di vivere della domenica sera. Non è mancata, peraltro, la curiosità di confrontarsi in via diretta con i Bud Spencer Blues Explosion, il progetto blues-rock che da mesi ormai fa parlare di sé in tutta Italia raccogliendo consensi in ogni dove.
Dunque dal fondo del Panic Jazz Club, rimirando i colletti inamidati e i colli impomatati della clientela borghese – che paga pietanze e drinks coi prezzi del marco inflazionato nel dopoguerra – seguiamo l’esibizione del duo romano, alternando all’ascolto delle canzoni il “clop-clop” del condizionatore.

All’orario previsto per l’inizio del live il locale è strabordante di fans locali, situazione inaspettata considerata la dislocazione geografica del gruppo, ben lontana da queste fredde lande nordiche. Cesare e Adriano non si fanno attendere troppo e verso le 10 e mezza si pongono agli strumenti e danno il via alle danze. Ad aprire il concerto, dopo una intensa intro, è Dio odia i tristi, tratto dal loro ultimo album Do It, pezzo intriso di sonorità blues pesanti e coinvolgenti, senza dubbio in grado di catapultare istantaneamente il pubblico all’interno della serata. Direttamete dal loro eponimo lavoro precedente segue una ben più veloce Mi sento come se…, dalle sonorità di un rock classicheggiante a cui gli affezionati rispondono con fervore. Dopo un intramezzo di chitarra che ha incantato e deliziato i presenti la serata prosegue su tonalità più grunge con un altro pezzo del secondo disco, Esci piano, seguito a breve distanza da Hamburger, brano già presente nell’EP Happy e riproposto da poco su Do It; il Viterbini si diverte un mondo a pizzicare le corde del suo strumento e l’esibizione è senza dubbio aiutata dall’atmosfera adatta che la particolare conformazione del locale sa regalare alle melodie di stampo più blues. La coda finale si allunga per sfociare poi in Frigido, in cui i toni si mantengono costantemente pacati per sfociare in tanti climax sonori lungo il brano che riescono a mantenere costante l’attenzione dello spettatore. Si ritorna quindi al loro ultimo disco con Più del Minimo, anticipato da una breve presentazione e con sonorità più accese che risvegliano la sala dall’incanto ciondolante in cui era caduta. Sulla chiusura gli artisti si prestano ai ringraziamenti di rito e subito la chitarra attacca un’ottima cover di Blind Willie Johnson, Dark was the night cold was the ground, sentita e commovente, che trascina il pubblico cullandolo lentamente. Dopo un meritato applauso il duo torna sul proprio terreno con Cerco il tuo soffio, riportando la carica nella serata. E’ infine una cover dei Chemical Brother, Hey boy hey girl, a chiudere la prima parte del live. Al termine, com’era prevedibile, gli applausi di un pubblico ormai coinvolto richiamano subito sul palco i due artisti, che non si fanno pregare e attaccano immediatamente con Rottami, forse uno dei brani più moderni del loro arsenale. I toni tornano a stemperarsi con una Mi Addormenterò malinconica e dolce, per poi riprendere forza con una cover di Jimi Hendrix, Voodoo Child, classica quanto ben eseguita. Infine la serata si conclude con un’ultima splendida cover, Special Rider Blues di Skip James, che lascia il pubblico con una vera e propria Blues Explosion.

L’intera serata si è dunque caratterizzata per una serrata alternanza tra brani di mood più lento ed altri maggiormente rock; in questo modo agli spettatori non è stato lasciato il tempo di abituarsi ad un solo genere, e questa variatio è servita a tenere alta la concentrazione e a moltiplicare le sensazioni della platea. Infine, l’abilità tecnica e la forza espressiva del duo di Roma spiegano le ragioni del loro grande successo e li confermano come una delle realtà più interessanti nell’attuale panorama del nostro paese.

Scaletta

  1. Dio odia i tristi

  2. Mi sento come se…

  3. Esci piano

  4. Hamburger

  5. Frigido

  6. Più del minimo

  7. Dark was the night cold was the ground

  8. Cerco il tuo soffio

  9. Hey boy hey girl

Encore

  1. Rottami

  2. Mi addormenterò

  3. Vodoo

  4. Special Rider

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