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Live report | Pubblicato il 17 aprile 2014

Crowbar

Tappa milanese per i Crowbar, formazione storica dello sludge metal attiva dal 1990 (quindi molto prima che il genere diventasse di moda) con all’attivo nove album senza alcuna défaillance.

È lunedì sera e il Lo-fi è sì un ottimo locale a livello di programmazione ma un po’ fuori mano, quindi c’è gente a sufficienza per riempire la sala a metà ma non di certo il pienone delle grandi serate musicali del capoluogo.

I primi caldi si fanno sentire e decido di entrare all’interno solo per la band principale rinunciando così all’apertura affidata ai milanesi Monumental, anch’essi autori di uno sludge dalle evidenti influenze southern. Dal poco che riesco a sentire, la band regge abbastanza bene la performance senza però concedere molto in quanto a originalità e dinamismo. Da risentire con calma.

La solita occhiata al banchetto del merchandising, il tempo di salutare un paio di persone ed ecco accendersi nuovamente le luci. Erano anni che desideravo vedere all’opera il quartetto di New Orleans e le mie aspettative sono stare degnamente ripagate. Nessuna intro, pochi fronzoli e una serie di pezzi potenti e pesanti come macigni eseguiti al limite della perfezione. Riff scolpiti nella roccia, una sezione ritmica solidissima e il cantante-chitarrista Kirk Windstein che con la sue corde vocali al vetriolo non perde colpi. La scaletta è ben distribuita tra i vari periodi della carriera, i suoni e l’acustica del locale non sono certo al top ma la professionalità del gruppo riesce comunque a esaltare le caratteristiche tipiche del sound, un impasto di ritmi lenti e distorsioni sature, sporadiche accelerazioni hardcore durante le quali si scatena il pogo (qualcuno improvvisa addirittura stage diving a più riprese), composizioni rudi e per certi versi “volgari” ma allo stesso tempo cupe e tremendamente decadenti. Ancora un paio di bis invocati a gran voce prima dei saluti e il meritato applauso unanime del pubblico, solo un’ora di concerto ma ad alta intensità.

Non c’è molto altro da aggiungere, i Crowbar si riconfermano dei giganti ed è quasi sicuro che il nuovo “Simmetry In Black” (in uscita a fine maggio) sarà l’ennesimo must per gli amanti di questo stile. Le pareti del Lo-fi stasera hanno tremato, nel vero senso della parola.

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