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Live report | Pubblicato il 9 marzo 2015

È sempre più difficile imbattersi in rassegne musicali di qualità senza doversi necessariamente spostare verso quelle che sono diventate un po’ le “capitali” della musica live in Italia. Salerno, sotto questo punto di vista, aveva perso un po’ di smalto soprattutto per via della mancanza di locali disposti ad investire in un progetto che avesse la musica come fulcro nodale. Buone nuove, però, arrivano proprio dal cuore di Salerno, dove all’angolo di un crocevia (ri)vive lo storico circolo Arci Mumble Rumble, che nel corso degli anni è stato meta di molte realtà nazionali ed internazionali. A connotarlo di nuova luce, però, ci hanno pensato i ragazzi dell’associazione “Satori” che hanno realizzato, da qui a fine Maggio, un interessantissimo cartellone per la prima di Bang! – International Music Festival. Molti i nomi in programma: dai Sonars ai Colour Moves  passando per i Talibam fino al gran finale con l’attesissimo Hugo Race.

Bang

 

Lo scorso 8 Marzo ad innescare Bang! ci ha pensato il duo formato dal musicista americano Dan Stuart ed il granitico Antonio Gramentieri, chitarrista italiano della band Sacri Cuori . In apertura la pulsioni accattivanti del blues di maniera, imbastito dalla band salernitana Almanegra. Intorno alle 22, però, la portata principale della serata sale sul palco del Mumble Rumble e subito si crea un clima di anomala sospensione : Stuart e Gramentieri si lanciano in una performance dai tratti tipicamente desert rock con venature cangianti che scavano nella lezione blues, senza mai tralasciare il folk-roots che ha contraddistinto il sound di questo pioniere eighties.

dan

 

C’è un forte dissesto nell’animo dell’ex Green on Red che, seppur in una veste squisitamente acustica, si lancia in tiratissime ballate sostenute dal peso gravoso della chitarra elettrica di Gramentieri. Allora si riportano alla luce alcune perle della carriera solista di Stuart: stralci di “Can O’Worms” e molti più episodi tratti da “The Deliverance of Marlowe Billings”, disco-racconto della parte più umana dell’artista americano, passato dalla fine dolorosa del proprio matrimonio fino alla fuga da una clinica psichiatrica di New York per poter escogitare in piena tranquillità il proprio suicidio. Ritrovatosi, infine, a vivere nel Sud del Messico, Dan pare aver domato i propri demoni che però vengono fuori nel suo cantato a metà strada tra il più cupo Nick Cave ed il trasognato Neil Young. La performance di Stuart scalfisce da più lati : schiaccia il cuore, comprime i polmoni, scuote le gambe e colma l’animo di un’insolita densità dura da smaltire. In poco più di un’ora il duo italo-americano dà vita a queste e molte altre suggestioni, mostrando una naturale inclinazione per un folk sognante che viene fuori nelle prove più intimiste : “What are you laughing about?”, “Can’t be found” e, purtroppo, la grande assente “Gonna Change”, riescono da sole a dipingere l’inquietudini di un animo che è sopravvissuto ad un inferno masticato e digerito, ora sputato fuori con la rabbia di chi esige un cambiamento. Quella di Stuart e Gramentieri è una prova mirabile e che lascia ben sperare sul prosieguo di Bang! La prima pallottola è andata a segno e ha perforato il cuore…

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