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Live report | Pubblicato il 16 ottobre 2011

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Il freddo notturno è pungente mentre ci dirigiamo al Panic Jazz Club di Marostica (VI) per sentire Giorgio Canali, senza dubbio una delle personalità più autorevoli del panorama alternativo italiano. Nel viaggio di andata crescono le aspettative su una possibile esecuzione di Rojo, l’ultimo album dell’artista di Predappio in compagnia degli inseparabili Rossofuoco. Arrivando al locale la prima sorpresa: l’ex-chitarrista dei CCCP non suonerà canzoni di sua produzione ma si impegnerà in una serata di cover dei Joy Division, la leggendaria band new wave inglese. E qui nascono i primi dubbi: i Joy Division sono un argomento delicato su cui sono estremamente sensibile ed esigente, non avrei accettato un arrangiamento fatto male. Pieno di sospetto mi sono dunque apprestato ad un ascolto attento e puntiglioso. Il concerto tarda a cominciare e l’attesa diventa snervante e piena di aspettative; finalmente, alle 23 scarse, Canali sale sul palco accompagnato da Angela Baraldi (cantante ed attrice, voce della serata) e da Steve Dal Col (già coi Frigidaire Tango e Rossofuoco). Comincia il live, cominciano i dubbi; la base di basso è in playback (e la cosa contribuisce a rendermi ulteriormente maldisposto) mentre i due chitarristi accompagnano con elaborate variazioni la piacevole voce della Baraldi.

La prima parte del concerto non convince; si da il via alle danze con una versione fiacca e rigida di Transmission e ci si risolleva subito con una esecuzione molto sentita di She’s Lost Control. Il trio prosegue poi con Days of Lords ma sbaglia tonalità ed è costretto a bloccarla a metà per ricominciare scusandosi con il pubblico; persino Love will tear us apart, in assoluto la canzone più famosa della band inglese, risulta scolastica e poco fluida, mentre Atrocity Exhibition lascia perplessi. Fino a questo punto sembra proprio che il concerto sia destinato a non ingranare; la mancanza di pathos, di sentimento, la rigidità d’esecuzione sono percepite con rammarico e accanto a me vedo sguardi intensi e persi alla ricerca di una profondità, per così dire, “di pancia” che però manca. La situazione si rivolta fortunatamente nella seconda parte con una versione di disorder finalmente sentita dagli artisti che sembrano come essersi liberati di un peso che li opprimeva. A seguire una Ceremony sincera e commovente che strappa al pubblico i primi applausi realmente calorosi. Si prosegue sulla stessa linea con New Down Fades ma c’è una ricaduta con la seguente Twenty Four Hours che riesce troppo lenta ed, alla fine, lamentosa. Canali e i suoi però recuperano subito e vanno a concludere con Heart and Soul. Durante la canzone si viene a creare un momento molto intenso e coinvolgente ed è a quel punto che mi giro e noto un particolare: tutta la gente in sala ha smesso di dedicarsi alle cibarie sul proprio piatto e ascolta rapita l’assolo conclusivo alla chitarra, un effetto, questo, che al Panic non sempre riesce. Al termine dell’esibizione gli artisti fanno per staccare la strumentazione ma Canali, irretito da un lungo applauso fa per chiedere al pubblico ed ai colleghi se un’altra canzone si potrebbe fare, ma subito si corregge ad apostrofa affettuosamente i plaudenti con uno scherzoso “in effetti potete anche farvi fottere tutti quanti”. Detto questo imbraccia nuovamente la chitarra e si getta in un gran finale con una versione di Shadowplay forse un po’ troppo veloce ma senza dubbio efficace. A fine concerto quel che rimane è una sensazione altalenante, di certo non si può ignorare una prima parte troppo tecnica ed a tratti persino scadente, ma neppure si possono dimenticare gli ultimi momenti in cui la voce calda e trascinante della cantante è stata in grado di incantare in parte il pubblico e di onorare, forse, a sufficienza la memoria di una delle più grandi band della storia. Non resta dunque che levarsi il cappello di fronte al coraggio di Canali, che anche di fronte ad una sfida senza dubbio difficile è riuscito a trarre qualcosa di nuovo da due classici senza tempo come Unknown Pleasures e Closer.

Scaletta

 

  1. Transmission
  2. She’s lost control
  3. Day Of The Lords
  4. Love will tear us apart
  5. Atrocity Exhibition
  6. Disorder
  7. Ceremony
  8. New Dawn Fades
  9. Twenty Four Hours
  10. Heart and Soul
  11. Shadowplay

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