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Live report | Pubblicato il 15 luglio 2013

Confesso che non ho mai troppo nutrito il desiderio di visitare Londra, ma quando a novembre mi è arrivato tramite Facebook l’invito per la data Neurosis+Godflesh del 2 dicembre al Forum di Highgate Road, ho sognato di essere teletrasportato nella capitale inglese almeno per una notte. Da quel momento in poi ho sperato ardentemente in una replica della serata dalle nostre parti e nel giro di poche settimane sono stato esaudito con la pubblicazione di una data milanese fissata per il 4 luglio.

Stavolta però niente Godflesh (di passaggio al Bloom di Mezzago lo scorso 23 marzo) ma i nostrani Ufomammut, realtà acclamata a livello mondiale attiva da quattordici anni e con sette album all’attivo, presenza sufficiente per considerare il gig come evento imperdibile per gli appassionati di un certo stile.

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Sono le 21 spaccate quando un inquietante crescendo di note inizia a diffondersi nell’aria dando il via alla performance del trio di Tortona, più di 50 minuti senza respiro incentrati sulle tracce delle ultime due fatiche in studio Oro: Opus Primum e Oro: Opus Alter, a mio avviso buone prove di maturità ma forse non l’apice della loro produzione. E’ già la terza volta che assisto a un loro live e rimanerne delusi è quasi impossibile: affiatamento, capacità di riprodurre fedelmente quella disturbante fusione di psichedelia luciferina e pesantezza, esecuzione tecnica senza sbavature. Quando lasciano il palco tra i meritati applausi dei presenti riconfermo l’idea che ho sempre avuto di loro, ovvero che siano tra i pochi gruppi a ispirarsi con genuinità ad alcune atmosfere di fine anni 60’ e 70’ ma rielaborandole con un sound realmente “heavy” (nel vero senso del termine) e personale.

Il tempo di brindare con una birra, di buttare un’ occhiata al merchandising ed è ora di tornare frettolosamente in prossimità del palco dove “My Heart For Deliverance” sta introducendo l’atteso set dei Neurosis, concerto che si dimostrerà in linea con le mie aspettative: essenziale, potente, professionale, concentrato sulla qualità a discapito della quantità. Un’ora e mezza scarsa per soli nove pezzi, nessuna parola da parte dei membri della band che suonano con l’atteggiamento sicuro di chi ormai si conosce a memoria e non ha bisogno di guardarsi in faccia.

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La scaletta privilegia soprattutto l’ultimo Honor Found in Decay (tra i miei 3-4 album preferiti del 2012) e non si spinge oltre Times of Grace (1999), album degnamente rappresentato dalla stessa title track. Fa eccezione l’acclamato cavallo di battaglia finale ‘Locust Star’, tratta da quel Through Silver in Blood che nel 1996 li consacrò e li fece conoscere al mondo.

Le composizioni dei Neurosis sono per loro natura piuttosto eterogenee ma monolitiche e ogni tanto si ha come l’impressione che dal vivo le parti più ambientali girino un po’ a vuoto, sensazione subito annientata non appena la coppia Kelly-Von Till inizia a macinare a cascata riff tanto robusti quanto precisi e devastanti come avviene ad esempio per le parti finali di “At the End of the Road “ e “The Tide”, semplicemente impressionanti. A volere essere pignoli, gli unici momenti di incertezza a livello di esecuzione si sono registrati durante i primi minuti di “We All Rage in Gold”, opener capolavoro dell’ultimo disco e compendio di tutto ciò che il quintetto di Oakland è capace di esprimere in musica e liriche: apocalisse, evoluzione attraverso il dolore, spiritualità.

Una prova senza dubbio soddisfacente e pienamente all’altezza delle aspettative nonostante sia convinto che la loro dimensione ideale non siano i palchi estivi e che il tutto sarebbe stato ancora migliore con l’accompagnamento della parte visuale tramite proiezioni, componente che mi sembra di capire che la band stia recentemente abbandonando. Esperienza da ripetere e consigliata a chiunque sia in cerca di sostanza e serietà.

Setlist:

1. My Heart for Deliverance
2. At the End of the Road
3. Times of Grace
4. Distill (Watching the Swarm)
5. At the Well
6. The Tide
7. We All Rage in Gold
8. Bleeding the Pigs
9. Locust Star

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