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Live | Pubblicato il 6 agosto 2013

Senza titolo

L’immagine qui sopra si presta bene a ritrarre la singolarità degli Uochi Toki, un duo piemontese esibitosi nel’ultima giornata del NOfest!, all’interno di uno Spazio211 gremito di gente. Anzitutto Napo e Rico effettuano il soundcheck, che si è espressamente invitati a non ascoltare, dopodiché, con la dea Violenza che sussurra loro negli orecchi, propongono alcuni brani dell’album Macchina Da Guerra. Il pubblico assiste muto, immobile e assorto; solo alla fine invoca un bis, ma «È un festival, ci sono anche gli altri».

Appunto fra questi si collocano i Cibo, che nel loro disco Qualità coniugano il tono demenziale degli Skiantos con l’ironia non-sense e infantile di Musica Per Bambini, o Mai Mai Mai con le sue sonorità drone e ambient sorte attraverso la rielaborazione di esperienze vissute in Medio Oriente e in Europa.

Per quanto riguarda la canzone d’autore i Totò Zingaro offrono come tributo il loro Salgariprivato all’ideatore del ciclo dei pirati della Malesia, mentre i Treehorn si lanciano in un noise-rock/grunge di una forza inarrestabile.

I Jealousy Party improvvisano un free-jazz fra spasmi scomposti, movimenti convulsi e sperimentazione in frammenti in un micro-chaos che mantiene tuttavia una sua coerenza.
La Squadra Omega, invece, presenta onde psichedeliche trascinanti, avvolgenti e rassicuranti.

Sul fronte del punk intervengono gli Hollywood Killerz, ma rimango più colpito dal live de il Buio, che inaspettatamente riproducono anche “Amaritudinis (il Mostro) – III movimento” dei Laghetto. Il loro ultimo album L’Oceano Quieto non mi ha conquistato, ma la loro esibizione mi convince a promettermi di riservare loro un’analisi più approfondita.

Vi sono poi i Mombu, rapidissimi, incisivi e imprevedibili; i La Quiete, con il loro screamo disordinato e assordante, e gli Ornaments, meditativi e al contempo spietati.

Suonano inoltre gli Zeus!, che definirei infaticabili, taglienti e precisi all’inverosimile. Sfiorano davvero il confine fra l’umano e il divino; proprio per questo John D. Raudo dei Marnero  insiste affinché io acquisti il loro ultimo album, Opera. 

?Alos espone in una breve intervista qualche sua incoraggiante considerazione: «Penso che la cosa che mi ha stupito di più sia stato vedere, oggi come nelle edizioni passate del NOfest!, delle generazioni inusuali ai concerti [...] Il bello di questo festival è che unisce generi musicali “estremucci”, ma comunque particolari, differenti».
Poco dopo dà vita a un’esibizione penetrante e suggestiva, incurante del trucco che le scivola sul volto in rivoli sanguigni.

Infine invito a porre l’attenzione su Lili Refrain, che incanta l’uditorio destreggiandosi fra canto e chitarra e si dimostra così una delle rivelazioni musicali che più mi rende grato al NOfest!.

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