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Live report | Pubblicato il 25 settembre 2012

Radiohead performs at the Coachella Valley Music and Arts Festival in Indio

Saranno stati i mesi passati dall’acquisto della prevendita, sarà stato il cambiamento di location, il proliferare di altri concerti, il successivo cambiamento di data, lo spleen, l’autunno e molti altri fattori, ma negli ultimi tempi il live bolognese dei Radiohead aveva perso molta attrattiva nei miei confronti, al punto che, nell’ultimo periodo, avevo persino valutato l’ipotesi di rivendere il biglietto e rimettermi nel portafogli i sudati risparmi. Grazie al cielo non ho compiuto una simile scempiaggine e così martedì scorso alle quattro e mezza del pomeriggio, puntuale come la morte, ero in fila ad attendere l’apertura dei cancelli. Seguono ore di cui è più giusto tacere, tra un caldo non del tutto clemente, la polvere della platea e la consueta e silente lotta per non rischiare l’erosione del proprio infimo spazio vitale. Dopo lunga attesa la mancanza di esercizio fisico si fa sentire ma la costanza è premiata da una invidiabile vicinanza al palco. Infine, alle otto e venti precise, fa la sua entrata in scena Caribou che, accompagnato dalla sua band, inizia a scaldare il pubblico con la sua elettronica sofisticata e prorompente. I livelli audio sono bassi ed il suono non si propaga come dovrebbe, ma nonostante questo Daniel Snaith tiene l’attenzione per tutti i quarantacinque minuti del suo set e conclude in modo memorabile con dieci minuti di Sun, punto di forza del suo ultimo disco Swim.

Seguono i tempi tecnici di preparazione del palco e alle nove e quaranta ha finalmente inizio lo show tanto atteso. La band inglese attacca subito con Lotus Flower e Bloom, direttamente da King of Limbs, loro ultima complessa fatica che non mancherà di tornare nell’arco di tutta l’esibizione per il piacere di coloro che, come me, hanno apprezzato la novità che rappresenta. Intanto sul palco è arrivata la luce e se nello sfondo una parete di neon mantiene costante l’illuminazione, sopra alle teste dei musici aleggiano a mezz’aria schermi al plasma ad alta definizione che trasmettono, opportunamente modificati, particolari in tempo reale di ciò che sta accadendo in scena disponendosi in modo sapientemente coreografico e dando all’insieme un effetto alquanto tridimensionale. Il concerto procede in un alternarsi di brani recenti e vecchie glorie, mentre alla seconda batteria Clive Deamer dei Portishead accompagna e rinvigorisce l’opera di Phil Selway. Dopo un accenno da In Rainbows con 15 Step il pubblico si infervora al sentire le note di Lucky, brano proposto unicamente in questa data delle quattro italiane; è il delirio generale (nonché personale nel mio caso). Tom Yorke è scatenato, saltella, si dimena, spiccica parole in italiano a caso e tiene in pugno il suo pubblico con grande abilità. I momenti alti si sprecano, da Kid A a Idioteque, che chiude la prima parte del set, e ancora da Paranoid Android a Exit Music, in uno splendido duetto tra il folletto al piano e il polistrumentista per eccellenza a tutto il resto. In Pyramid Song Johnny Greenwood copia il buon Jonsi e trascina i crini di un archetto sulle corde della sua chitarra, mentre affascinano molto le sonorità del recente singolo Daily Mail. Alla fine di quasi due ore di live giunge il momento dell’addio, la band saluta il pubblico e, dopo una True Love Waits introduttiva, termina il tutto nella soddisfazione generale con Everything In Its Right Place.

Si conclude così la terza serata italica della band inglese: i Radiohead hanno dato spettacolo distinguendosi per abilità e qualità sonora. Ma non solo, il quintetto di Oxford ha dato prova di avere ancora molto da dire, specie dopo l’inaugurazione del controverso corso aperto da The King of Limbs; un concerto che avrebbe chiuso le bocche ai detrattori ed alle malelingue degli ultimi tempi e che ha una volta di più dimostrato come la buona musica abbia ancora qualcosa da dire a livello internazionale.

Setlist

  1. Lotus Flower (KoL)
  2. Bloom (KoL)
  3. 15 Step (In Rainbow)
  4. Lucky (Ok comp)
  5. Kid A (Kid A)
  6. Morning Mr. Magpie (KoL)
  7. There There (hail to the thief)
  8. The Gloaming (hail to the thief)
  9. Separator (KoL)
  10. Pyramid Song (Amnesiac)
  11. You and Whose Army? (amnesiac)
  12. I Might Be Wrong (amnesiac)
  13. Planet Telex (the bends)
  14. Feral (KoL)
  15. Little by Little (KoL)
  16. Idioteque (Kid A)

 

Encore

  1. Give Up the Ghost (KoL)
  2. Exit Music (for a Film) (Ok Comp)
  3. The Daily Mail (a sé stante)
  4. Myxomatosis (hail to the thief)
  5. Paranoid Android (Ok Comp)

 

Encore 2

  1. House of Cards (in rainbows)
  2. Reckoner (in rainbows)
  3. Everything In Its Right Place (Ok Comp)

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