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Live report | Pubblicato il 16 marzo 2012

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Venerdì sera. Conegliano Veneto. Apartamento Hoffman. Chi mai ci si poteva aspettare di trovare ad un concerto di elegante dream pop, suonato da una giovane band inglese prodotta dalla Sub Pop? Ma senza dubbio loro: gli indie. E quando dico indie intendo quelli duri e puri, coi pantaloni attillati e lo sguardo sprezzante, a prescindere. Quelli che pur di scrivere per Blow Up o per Il Mucchio recensirebbero in modo acido persino la torta della nonna o le tagliatelle fatte in casa della mamma. Riesco abilmente a mischiarmi in mezzo a loro con l’aiuto di una maglietta dei Magdalene, che mi permette di essere ignorato e non disprezzato. Il locale non è né pieno né vuoto; il numero di avventori è quello giusto per dare un’idea di pubblico senza degenerare in quella di massa.

Il live inizia verso le undici abbondanti con Fabrizio Cammarata, cantautore palermitano che gorgheggia in lingua inglese. Durante la sua esibizione poco più della metà dei presenti si avvicina al palco ed ancor meno sono coloro che si sprecano in applausi per questo artista nostrano così simile ad Owen. Un trattamento ingiusto a cui decido di rimediare ponendomi in prima fila e plaudendo con aria decisa al termine di ogni brano.

Alla fine di questo antipasto ci vengono concessi i due minuti canonici, necessari alla band per accordare gli strumenti ed al pubblico per fumare l’ultima sigaretta prima dell’inizio. Poi sul palco dell’Hoffman vengono proiettati dei clip psichedelici, la base elettronica parte e le danze possono cominciare.

Dopo una breve intro di elettronica, per spazzar via dalle menti il ricordo del dj-set, la band londinese attacca col primo pezzo, che si rivela essere la cover di Graham’s Theme, dall’OST del film Manhunter (1986); una partenza strumentale ed epicheggiante. Segue Cuckoo, traccia d’apertura del loro disco uscito l’anno scorso, Creatures of an Hour. Il brano incanta il pubblico col suo incedere ponderato, e lo stesso effetto sortisce la splendida e trasognata voce di Tessa Murray. Dall’alfa all’omega, segue l’ultima traccia del citato LP, Submarine, in una versione dal ritmo più incalzante. Ci viene poi proposto Endless Summer, uno dei lavori migliori di questa band, di cui è stato recentemente fatto un video, e subito dopo – superate le difficoltà nel pronunciare il nome del paese che li sta ospitando – gli Still Corners hanno proseguito con History Of Love, dal loro EP Remember Pepper?, il cui sapore estivo ed i dolci cori fanno per un momento dimenticare la fredda pioggia che cade all’esterno del locale, trasportando tutti in una spiaggia al tramonto. The White Season è il brano seguente ed è anche quello che preferisco, con le sue strofe dondolanti ed un ritornello semplice ma proprio per questo estremamente orecchiabile. I wrote in blood sembra la colonna sonora in versione dreamy di un vecchio film western, con la sua chitarra strascicata e la base lenta e ritmata da cavalcata verso il tramonto. Seguono Drifter, dal sapore decisamente più elettronico, tutto giocato su un uso in loop dei sinth, sui quali la voce di Tessa si inserisce con delicatezza, e una nuova canzone in anteprima, molto graziosa ma un po’ troppo lenta. Infine, a chiudere il tutto arriva Into the trees che col suo ritmo acceso risveglia il pubblico dal dolce torpore in cui era caduto. Alla fine del concerto gli Still Corners si appostano al banchetto dei dischi per scambiare qualche parola con i pochi in grado di vincere la timidezza dovuto allo sbalzo linguistico. Io, conscio del livello tremendo del mio inglese, mi accontento di osservarli a debita distanza, rendendomi conto di quanto in realtà siano timidi e sinceramente felici dei numerosi complimenti ricevuti. E così l’incanto finisce, gli indie tornano ai loro drink o a twittare un commento sul live appena concluso, e la realtà si riprende prepotentemente lo spazio che la musica di questi ragazzi inglesi era riuscita, seppur per poco, a toglierle.

Scaletta

  1. Graham’s Theme
  2. Cuckoo
  3. Submarine
  4. Endless Summer
  5. History Of Love
  6. The White Season
  7. I wrote in blood
  8. Drifter
  9. New song
  10. Into the trees

 

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