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Live report | Pubblicato il 16 luglio 2013

Tame-Impala

La prima cosa da ricordare è la pioggia, una benefica e rada pioggia estiva che, lungi dall’infradiciare i presenti, ha invece un poco contribuito a raffreddare il calore atroce di una calca sudata e pressante. La seconda cosa sono gli snob, terrificanti personaggi armati di camicie fiorite e tagli di capelli improponibili impegnati in affermazioni post concerto del calibro di “ma tanto dopo il terzo album smetterò di ascoltarli di sicuro” o “non so se è valso il biglietto, alla fine li preferivo nel primo disco”, uscite di una sicurtà e di una banalità tale da strapparmi più pietà che sdegno. La terza cosa da ricordare è invece che mercoledì scorso, al Circolo Magnolia di Segrate, non hanno suonato solo gli australiani Tame Impala alla prima edizione dell’Unaltrofestival, ma anche altre formazioni ben degne di nota.

Sorvolando sull’apertura italica affidata ad un non spiacevole set degli Hot Gossip ed alla non troppo pretenziosa esibizione del duo Orange (condita purtroppo di svariati problemi tecnici), la prima vera rivelazione della serata sono stati gli americani Local Natives, aggiunti in corsa alla line up negli ultimi giorni (verrebbe da dire visto che si trovavano nei paraggi) causando la gioia di molti dei partecipanti. Forti dell’uscita del loro ultimo disco Hummingbird questo gennaio per Frenchkiss, questo quintetto di Silver Lake ha incantato la platea col suo synth pop estivo ed accattivante, regalando un’esibizione decisamente lunga e risvegliando la partecipazione dei presenti. Terminato il loro momento la massa si è spostata rapidamente all’altro palco per non perdere nemmeno una nota di Melody’s Echo Chamber. La francesina Melody Prochet ha infatti incantato tutti con il suo dream pop dalle tinte psichedeliche. Il live è stato molto breve, ma bisogna pur sempre considerare che la fanciulla si ritrova ancora con un solo album all’attivo, per quanto splendido. Da segnalare il suono pieno e vibrante delle basi di synth, di quelli che incantano e spingono a ciondolare il capo a ritmo di musica. A metà del set si sono uniti alla band i membri dei Tame Impala, a sottolineare il fatto che la produzione del disco è merito del sodalizio tra la fanciulla parigina e Kevin Parker, il carismatico frontman della band di Perth. Al termine del live di Melody la platea si compatta rendendomi di fatto impossibile uno spostamento al palco secondario per sentire i Deap Vally, di cui ho potuto ascoltare solo qualche eco in lontananza.

Dulcis in fundo salgono sul palco gli headliner della serata per un set di quasi un’ora e mezza del loro psychedelic rock intriso di echi pop, per un suono a metà tra gusto vintage anni 60 e un più moderno afflato da nuovo millennio. Largo spazio, durante l’esibizione, è riservato a momenti strumentali carichi di sonorità concentriche e crescenti, per il delirio di un pubblico già sufficientemente frastornato dallo spettacolo visivo costruito dalla proiezione, sullo sfondo, di spirali disegnate da laser collegati agli strumenti. Momenti migliori della serata il crescendo conturbante di “Be Above It” e gli accordi onirici di “Apocalypse Dream“. L’esibizione si dipana con precisione a testimoniare una volta di più il valore live di questa band, anche nonostante il cambio di bassista avvenuto in primavera, che ha visto l’abbandono del progetto da parte di Nick Allbrook e la successiva sostituzione con Cam Avery, già bassista dei Pond. Parker è assai loquace, interagisce coi presenti e ringrazia il gruppo di apertura, sottolineando come sia difficile suonare dopo i francesi perché “they dress so well and the seem so nice” (ah, l’amour). Dopo un dovuto encore i nostri ci salutano definitivamente sugli accordi beatlesiani di “Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control“, un brano dall’andamento circolare che sfocia in un lungo commiato strumentale, la fine del sogno e l’ennesima conferma dell’attitudine al palco di questi ragazzi, i cui concerti sono sempre un estasi per vista ed udito.

Setlist

1. Why Won’t You Make Up Your Mind?
2. Music To Walk Home By
3. Mind Mischief
4. Solitude is Bliss
5. Half Full Glass of Wine
6. Elephant
7. Auto Prog 2
8. Be Above It
9. Endors Toi
10. New Jam
11. Feels Like We Only Go Backwards
12. Oscilly
13. Alter Ego
14. Apocalypse Dreams

Encore

15. Auto Prog 3
16. Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control

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