Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Live report | Pubblicato il 10 marzo 2012

Uochi Toki @BlahBlah Torino 22 dicembre 2011 01

Arrivare ad un concerto in solitaria e con un eccezionale anticipo non ha solo conseguenze negative, quali il dover rimanere seduto a lungo su una panca con una faccia da randagio (FBYC ndr) o il ritrovasi a camminare per il locale semivuoto fingendosi impegnato in importanti discussioni via sms; può anche essere un buon modo per guardarsi attorno, per assistere alla registrazione di un intervista degli Uochi Toki, per vedere il buon Napo che si piazza davanti al banchetto dei suoi dischi a scambiare quattro chiacchiere coi fan, in un atteggiamento che non esito a definire “alla mano”. Il cantante del duo si dimostra aperto e disponibile, desideroso di comunicare e di ascoltare, e in breve tempo l’atmosfera al Centro Sociale Arcadia si fa casalinga, le birrette da mezzo che circolano per la sala contribuiscono a scaldare l’umore e per le undici il pubblico è pronto ad accogliere sul palco Zona MC. Il rapper filosofo, instaurando quasi una conversazione con gli avventori, si muove abilmente tra momenti di ammirabile free style sul tempo del metronomo, in cui palesa le sue doti di improvvisatore, e tra suoi brani di repertorio in cui illustra le varie correnti filosofiche della storia rendendole attuali e comprensibili anche ad un ascoltatore non avvezzo alla disciplina di Socrate ed Epicuro. Al termine di questo primo inizio c’è un momento di pausa a cui segue il secondo antipasto della serata, La Capra, alias Giulio Escalona, impegnato in un ambient elettronico dai toni cupi e graffianti. Basando la sua musica sulla distorsione, questo artista ribalta il mood allegro che si era venuto a creare con l’esibizione precedente, inducendo la platea ad un ascolto trasportato e riflessivo. Infine, dopo questa seconda performance arriva il momento tanto atteso. Il duo sale sul palco e subito nell’aria si diffonde la base musicale penetrante ed insistente di Rico; Napo intanto non parla, ma con l’ausilio di una tavoletta grafica proietta sul muro un complesso disegno in costante evoluzione sul ritmo psichedelico della musica. Quando l’opera raggiunge un punto saliente lo scorrere dei tratti si ferma ed inizia la prima canzone di questo live, direttamente da Libro Audio, Il Claustrofilo, ma in una versione sonoramente più ricca. Nel frattempo il pubblico è pressoché incantato, sia dal punto di vista visivo che da quello uditivo. Gli Uochi Toki proseguono dunque sullo stesso stile: tra una canzone e l’altra continua l’evoluzione del disegno di Napo, con particolari sempre più onirici, e con l’onnipresente base, che si sviluppa in crescendo costante per poi sbocciare nel brano successivo. Il gruppo si concentra prevalentemente sul nuovo disco e noi d’altra parte non possiamo che apprezzare, tra le altre, una Ecce Robot meccanica come il corpo del protagonista ma al contempo emotivamente intensa come il cuore di questo novello Tetsuo. Da Cuore, Amore, Errore, Disintegrazione segue Che mi esaspera fino ad esplodere la realtà in molteplici adesso, quasi un dialogo col pubblico in cui c’è tutto, dalla metamusica alla rottura della quarta parete. Al Azif, sempre dal loro ultimo LP appena uscito, Idioti, è forse meno incisiva delle altre nelle liriche, ma si inserisce comunque bene nel contesto. Infine, a chiusura della serata, il duo alessandrino presenta il loro brano più sperimentale, La prima posizione della nostra classifica, in cui Napo canta, o pseudocanta, in quello che, secondo me, è uno dei momenti più alti del loro ultimo lavoro. Il testo si chiude recitando “Vattene fuori dalla sala, questo non è un concerto, un intrattenimento o un dj-set” e la musica si ferma; il pubblico è dunque costretto a malincuore ad applicare il consiglio ricevuto e lentamente si allontana dal palco col rimpianto di un concerto bello ma dalla durata troppo breve. Perché in chiusura resta l’incanto di una esibizione che va oltre il semplice concetto di live, chiamando in scena non solo l’udito ma anche la vista e le sensazioni che essa può trasmettere. Ma c’è anche il rammarico di un concerto troppo rallentato in certi punti da questa modalità di esecuzione, rallentamento che è stato purtroppo scontato dalla scaletta. A parte ciò si è trattato di una serata diversa, in cui la musica è stata inserita in un contesto più ampio, ben costruito e ben bilanciato, al fine di colpire il pubblico in modo incisivo ed intenso.

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi