Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 24 aprile 2013

Vostok

Vostok

Lo Spazio dell'assenza

Genere: Songwriting, Neofolk, Jazz

Anno: 2013

Casa Discografica: Golden Morning Sound

Servizio di:

Inclinazioni e concretizzazione di esse spesso viaggiano parallelamente, ma è quando i binari si incrociano che i risultati si possono ammirare. Soprattutto quando questo intreccio è trasversale come accade nell’album di debutto dei Vostok.

Duo brindisino formato da Mina Carlucci (voce) e Giuseppe Argentiero (chitarra classica e acustica). Poco più di un mese fa hanno debuttato con l’album Lo Spazio dell’Assenza, al quale hanno contribuito: Raffaella Esperti (voce in “Lacryma“), Paola Barone (violino), Domenico Nisi (violino in “Lacryma“), Giovanni Chirico (sax soprano e contralto), Maurizio Lorusso (flauto traverso in “Lontano dalla luce“), Davide Chiarelli (batteria ne “I tuoi occhi” e “Lacryma“), Mirko Losavio (piano e percussioni).

Nel corso delle nove tracce sviluppano la loro attitudine acustica e cantautorale in atmosfere neofolk radicate agli standard del genere a livello strumentale ma con un approccio vocale efficace ma meno “drammatico” (“Le néant scintillant “). Ma l’originalità della loro musica è dato dall’arricchimento degli arrangiamenti con strutture jazz spesso dominanti (ascoltate  ”Bonjour Tristesse”, soprattutto nella seocnda parte e capirete a cosa mi riferisco).

La grazia vocale di Mina Carlucci sostiene l’introduttiva “Me terah“. “Lontano dalla luce” è il primo brano nel quale si possono ammirare come vengono integrate le architetture jazz , soprattutto nella seconda parte del brano. Stesso discorso per “I Tuoi Occhi” con l’essenziale intervento della batteria. “Lacryma” è il brano che meglio incarna le molteplici sfumature della musica del duo brindisino.

Come Mare” è il brano più melodico dell’album, soprattutto per la sua evoluzione rispetto al principio acustico. Quest’ultimo aspetto  viene sviluppato egregiamente in “Jerusalem” e “Komet 42” (in sovrapposizione con il sax, marcato soprattutto nella seconda citata).

Un debutto interessante e che lascia ampi  e imprevedibili margini di evoluzione: ed è proprio questa la forza del disco. Aver dato alle proprie inclinazioni una direzione differente dai propri riferimenti musicali, elaborarando trame compositive dotate di una certa personalità e supportate da una buona scrittura.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Me terah || intro
  • 2 · Lontano dalla luce
  • 3 · I tuoi occhi
  • 4 · Come marea
  • 5 · Bonjour tristesse
  • 6 · Lacryma
  • 7 · Jerusalem
  • 8 · Le néant scintillant
  • 9 · Komet 42

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi