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Recensioni | Pubblicato il 5 novembre 2013

Vision of Johanna, Lococulisti o maglione - cover

Vision of Johanna

Lococulisti o Maglione

Genere: Alt-rock, Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: Toten Schwan, Inconsapevole Records

Servizio di:

Per contribuire al racconto del debutto dei Vision of Johanna, è necessario partire dalla formazione.  Il gruppo nasce a Livorno nel 2011 come trio e prende il nome dal quasi omonimo brano di Bob Dylan del 1966. Dopo un paio di cambi di formazione, oggi il gruppo è composto da Cristiano Sbolci Tortoli (voci, chitarre, piano), Filippo Infante (mellotron, synth, piano, organo, voci, percussioni), Leonardo ‘Nedo’ Nesi (batteria, percussioni, piano, voci) e Francesco Spera (basso, voci) che sostituisce Eduardo Gori - presente nelle registrazioni. Lococulisti o maglione è l’album di debutto.

Una versatilità degli strumentisti che si ripercuote nel modo in cui affrontano il loro modo di far emergere l’intimismo delle composizioni che rappresenta il fulcro del progetto. Un buon livello di scrittura e una valorizzazione dei testi attraverso arrangiamenti che non conoscono staticità e si muovono sugli umori dei significati.

C’è una dichiarata ispirazioni alle atmosfere grunge sia in momenti irrequieti (“Lococulisti pt. 1 ” e “Cipria“) che in momenti più raccolti, c’è il tentativo di dare discontinuità alla composizione (“Bambino hey!) ma è nei momenti di maggiori distensione che il tessuto si fa elaborato ed esce fuori tutta l’anima del progetto tra intimismo e tensioni di radice alt-rock (“Caffè“, la costruzione della crescita di “Lococulisti pt.2″).

Non si può non sottolineare la bravura della band in momenti acustici come “Kalimero“, con una vocalità che si fonde perfettamente con le simmetrie dell’arrangiamento, e la finale “Maglione“, brano che scava fra gli spazi e favorisce l’efficacia strumentale. Invece, dal punto di vista dell’efficacia emotiva, “Dibattito di Ohm” è il brano che raggiunge i massimi livelli da questo punto di vista.

Un buon esordio che brilla soprattutto nei momenti nel quale c’è un approccio più razionalizzato attraverso il quale si impone lo stile della band che viene fuori anche  nei momenti più robusti (il modo in cui hanno confezionato “Fermi c’è William”, brano che valorizza l’impostazione globale del progetto). La prosecuzione di questo percorso potrebbe rafforzare le convinzioni emerse in questo debutto.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Bambino Hey!
  • 2 · Fermi c’è William!
  • 3 · Kalimero
  • 4 · Caffè
  • 5 · Lococulisti pt1
  • 6 · Lococulisti pt2
  • 7 · Cipria
  • 8 · Dibattito di Ohm
  • 9 · L’amore illecito della corte
  • 10 · Scimmie
  • 11 · Maglione

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