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Recensioni | Pubblicato il 6 maggio 2013

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L'Orso

L'Orso

Genere: Indie Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Garrincha Dischi

Servizio di:

Dopo tre EP, per così dire, di formazione esce finalmente per Garrincha il primo disco full-lenght de L’Orso, senza dubbio una delle band di punta dell’etichetta, che nell’ultimo anno si è fatta conoscere per la freschezza del suo indie pop e per il valore dei suoi testi. Con questo album lo stile del gruppo, come anche la formazione di quattro elementi, si consolida rendendo il loro marchio sonoro immediatamente riconoscibile. Un’opera prima, però, non completamente innovativa: vari brani sono stati raccolti dalle uscite precedenti e reinterpretati, rendendo quindi questo disco più il compimento di un percorso che l’inizio di un nuovo corso, o la conferma definitiva di quanto preannunciato dalla nascita del progetto. Ottobre come Settembre è la traccia di apertura, nonché la prima del primo EP, nonché la loro prima traccia in assoluto, ed è davvero coinvolgente in questa versione arricchita dal violino di Gaia D’Arrigo. Segue Tornando a casa, dal loro ultimo lavoro, la cui melodia carezzevole e svagata è in linea con le sue liriche così malinconiche. Segue la prima coppia di brani inediti: Il tempo passa per noi, con la sua ritmica molleggiata e i testi costruiti su ammiccanti allitterazioni, e I nostri decenni, dal sapore estivo nonostante un contenuto non certo allegro. Il brano seguente, sempre dall’ultimo EP, è Con I Chilometri Contro; in una mia precedente recensione l’avevo decisamente sottovaluto, ma mi trovo costretto a fare ammenda giacché, dopo averlo riascoltato più volte, l’ho trovato assai convincente nonché a tratti toccante. Certi periodi storici è costruita su un giro melodico di una semplicità disarmante, quasi infantile, ma proprio per questo risulta accattivante, e l’unico difetto sono i troppi “perdere te” del ritornello. La meglio gioventù mi è sembrato invece un pezzo un po’ troppo anonimo e, secondo me, il punto più debole del disco per l’eccessiva ripetitività. Invitami per un tè (dal secondo EP, La Provincia) è sempre un ottima puntata e non dispiace affatto risentirne il ritornello. Segue James Van Der Beek, traccia incalzante e nostalgica sul noto attore degli anni della nostra perduta gioventù, di cui ho apprezzato molto la ritmica misurata. Segue un altro brano da L’Adolescente, Acne Giovanile, che se la cava senza infamia ne lode cedendo poi terreno al pezzo di chiusura, Baci dalla Provincia, maestosa nella sua intro di ottoni e nei suoi ritornelli in crescendo.

Se dovessi rimproverare qualcosa a questo disco senza dubbio sarebbe l’eccessivo uso di brani già presenti nei precedenti lavori, ma si tratta di un aspetto perdonabile in quanto probabilmente la funzione di quest’opera prima era più quella di stabilizzare definitivamente lo stile della band che di proporre novità o cambi di linea. Un buon lavoro dunque, un ascolto fruibile che trasmette positività sulle note di un indie pop leggero ed apprezzabile.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Ottobre come settembre
  • 2 · Tornando a casa
  • 3 · Il tempo passa per noi
  • 4 · I nostri decenni
  • 5 · Con i Chilometri contro
  • 6 · Certi periodi storici
  • 7 · La meglio gioventù
  • 8 · Invitami per un tè
  • 9 · James Van Der Beek feat.Magellano
  • 10 · Acne giovanile
  • 11 · Baci dalla provincia

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