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Recensioni | Pubblicato il 8 febbraio 2012

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Lucia Manca

Lucia Manca

Genere: Female Songwriting, Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Novunque

Servizio di:

In Italia stiamo assistendo ad un periodo in cui il cantautorato femminile, da qualche tempo ormai troppo relegato sullo sfondo, sta finalmente riprendendo quota e qualità. A questo circolo virtuoso di rinascita musicale del gentil sesso non si può evitare di annoverare Lucia Manca.

Lo scorso 22 Novembre è infatti uscito, per l’etichetta milanese Novunque, il suo primo omonimo full-lenght. Questo suo disco d’esordio è stato curato da Giuliano Dottori (cantautore milanese e chitarrista degli Amor Fou ndr), e si articola in undici tracce acusticheggianti dallo stile saporitamente pop e folk.

Ho iniziato ad ascoltare l’album in un pomeriggio di totale apatia, più per mera curiosità che per vero e proprio interesse; al primo minuto della prima traccia ero già rapito da questa voce dolce e trasognata, che mi ricordava la L’aura di Okumuki e di Demian (non il disastroso pop da due soldi seguito all’aggiunta del cognome Abela), o la splendida Patrizia Laquidara, con la sua ottima padronanza vocale.

Tra i brani ve ne sono alcuni che tendono davvero ad entrarti in testa; non si trova facilmente un disco che al primo ascolto, senza bisogno di un secondo, colpisca con una tale facilità; molto è dovuto ai testi eleganti ma non pretenziosi, ed alle melodie facili da ricordare, perché spesso ben caratterizzate. Non è, insomma, un album in cui tutte le tracce si assomigliano a parte un paio, destinate a finire nei video; Lucia Manca riesce a dare una personalità propria a buona parte dei brani, e sono ben pochi quelli che finiscono per risultare anonimi o insipidi.

Sogno antico è l’apertura, delineata da un arpeggio ritmato che prosegue fino alla fine rendendo il tutto andante e scorrevole; il testo è pregno di un aurea nostalgica ma mai malinconica, che si risolve in positivo come un ricordo piacevole. La seguente, Il Mio Canto, ha una ritmica più pop, di quelle che ricordi subito, in particolar modo per il ritornello con il suo crescendo e la sua iniezione di spensieratezza. Dea, di cui è stato fatto anche un video (firmato da Gianni De Blasi), è melodicamente più quieta ed avvolgente, anche per adattarsi ad uno splendido testo ricco di introspezione e personalità.

Tutte le parole, brano scritto per Lucia da Dottori, richiama un sapore esotico nel ritmo di sottofondo, mentre la parte lirica è personale e profonda, ma anche ben curata dal punto di vista metrico. Goccia a goccia è tessuta su una melodia dal sapore d’infanzia, con un ritmo allegro e dondolante, da filastrocca. Segue quello che è senza dubbio il mio brano preferito: uno squisito arpeggio introduce Incanto, colmo di sviluppi melodici originali e di questa costante sensazione di scivolare lentamente in un turbine di mesta quiete che dalle strofe si sviluppa in climax nel ritornello, per poi ricadere ancora nel tema di partenza in un ritorno ciclico.

Prova a cercarmi è più rock, dal ritmo incalzante, ma la voce dolce della Manca riesce comunque a cavalcare senza difficoltà anche questa interessante variazione. Al ritmo delle onde sul bagnasciuga inizia Il tuo ritorno; la parte vocale si inserisce timidamente nella lunghissima intro di partenza, quasi sottovoce, come a non voler sconvolgere un magico equilibrio. Il brano continua fino a fiorire completamente nel ritornello centrale dal punto di vista strumentale, ma senza perdere la delicatezza con cui era partito e con cui alla fine va a chiudere.

Segue Giochi ancora, introdotta dal dolce suono di un carillon che ci riporta all’infanzia, lo stesso suono che, unito ad uno scandito ritmo di marcia, fa pensare ad una giostra che gira; forse uno dei pezzi più interessanti dell’intero disco, a tratti quasi inquietante. Infine, a concludere, troviamo Lontano, una sorta di dolce addio costruito su arpeggi e arricchito da un ritornello ampio e rasserenante.

Insomma, l’omonimo prodotto di Lucia Manca è ben lungi dall’essere una semplice sequela di canzonette pop e dreamy tutte simili tra loro come troppo spesso accade di sentire; l’artista spazia sapientemente declinando i generi in cui si muove in altrettanti sottogeneri accennati che aiutano a caratterizzare le melodie, a renderle tutte memorabili per qualche particolarità originale. Al termine di questo viaggio variopinto non si può che rimanere stupiti del caleidoscopio di emozioni che questa musica è stata in grado di suscitare, ma allo stesso tempo rimane, come un retrogusto dolce, quel senso di serenità che è, e rimane costantemente, il paradigma centrale dell’intero disco.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Sogno Antico
  • 2 · Il mio canto
  • 3 · Dea
  • 4 · Tutte le Parole
  • 5 · Goccia a goccia
  • 6 · Incanto
  • 7 · Prova a cercarmi
  • 8 · Il tuo ritorno
  • 9 · Giochi ancora
  • 10 · Lontano

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