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Recensioni | Pubblicato il 18 febbraio 2015

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The Notwist

Messier Objects

Genere: Krautronica, soundtracks

Anno: 2015

Casa Discografica: Alien Transistor

Servizio di:

Messier era un “cacciatore” di comete nonché autore del Catalogo omonimo, il quale comprendeva una lista di corpi celesti di varia natura, tuttavia secondari (non vi sono infatti le stelle). I Notwist pare vogliano dare invece molta importanza a questa lista di (s)oggetti strani: trattasi di una raccolta di composizioni – compresa tra il 2008 e il 2014 – per il teatro e per il radiodramma, quest’ultimo piuttosto inusuale per noi “moderni” che abbiamo perso di vista questa materia diciamo un po’ vetusta. I componenti della band tedesca, dal canto loro, ci hanno abituato da tempo alle loro svisate: i fratelli Markus e Michael Acher infatti, ai quali ruotano attorno una serie di comprimari, fanno parte – insieme o separati – di altri progetti tutt’altro che secondari (Lali Puna e 13 & God i più in quota) e non è la prima volta che eseguono musica specifica per il commento sonoro di opere d’arte di varia natura: vedasi la colonna sonora per il film “Sturm” (mai arrivato nelle nostre sale).

I 17 brani, che compongono questo nuovo lavoro, sono titolati genericamente object, escluso il 16°, Das Spiel ist aus, e in comune condividono una brevità inconsueta per essere delle virtuali parti di una o più colonne sonore da palcoscenico o da studio (non viene fornita nessuna informazione sulle provenienze), tranne invece – guarda caso – quella titolata, l’unica ad andare oltre gli undici minuti. Nel complesso non c’è nulla che faccia gridare al miracolo, ma per il fatto stesso di dover semplicemente sottoscrivere delle azioni di per sè già esplicite, le tracce devono soprattutto aver in dote una naturale predisposizione neutrale, una lievità che non dia fastidio e che al contempo sottolinei, almeno un po’, la performance, quale che sia. Non stupisce più di tanto la semplicità di esecuzione, seppure si intraveda una discreta riconoscibilità (gli objects 1, 4, 6 e 8) e soprattutto una spiccata eterogeneità che è fondamentale per evitare il rischio noia (consigliamo gli objects 3, 5, 7, 9, 10, 13, 14, 15); se qualche traccia soffre di troppa solitudine lontano dal soggetto che dovrebbe accompagnare, nell’insieme però l’amalgama funziona comunque. Dunque, non solo per completisti della vasta discografia trasversale del gruppo artistico di Weilheim, ma per tutti coloro che amano il fascino neutrale – quando non troppo accademico – del sottofondo sonoro “senza impegno”… e i fratelli Acher ringrazieranno.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Object 1
  • 2 · Object 2
  • 3 · Object 3
  • 4 · Object 4
  • 5 · Object 5
  • 6 · Object 6
  • 7 · Object 7
  • 8 · Object 8
  • 9 · Object 9
  • 10 · Object 10
  • 11 · Object 11
  • 12 · Object 12
  • 13 · Object 13
  • 14 · Object 14
  • 15 · Object 15
  • 16 · Das Spiel ist aus
  • 17 · Object 16

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