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Recensioni | Pubblicato il 29 maggio 2015

PIASR775

Mew

+/-

Genere: Indie pop

Anno: 2015

Casa Discografica: Play It Again Sam

Servizio di:

Apprezzo la “zuccherosità” dei danesi Mew. All’epoca ero stato stregato da una delle loro più belle canzoni, quella “Special” che emozionò e fece ballare molti nei club alternativi. Il falsetto del cantante Jonas Bjerre mi ricorda che sono nato con i Bee Gees e aumenta la dolcezza di una band che ne ha fatto un punto di forza, insieme ad un invidiabile affiatamento: i tre si conoscono da quando erano ragazzini, i Nirvana accesero la miccia e un concerto dei My Bloody Valentine fece il resto. I numeri la band li ha: melodie ricercate, suono potente, strutture indie. Il precedente album del 2009, No More Stories Are Told Today, I’m Sorry They Washed Away // No More Stories, The World is Grey, I’m Tired, Let’s Wash Away aveva fatto sperare in un seguito all’altezza per una indie pop band internazionale.

Invece il nuovo album delude. Registrato a Copenhagen, prodotto da Michael Beinhorn (con la partecipazione del chitarrista dei Bloc Party Russell Lissack in “My Complications”), +/- ci restituisce una band in bilico tra la ricerca melodica e complessità progressive: entrambe le tendenze sono esagerate, l’album risulta sconclusionato e le canzoni deboli. Inoltre non siamo certo dalle parti del progressive dei Genesis, ma nei territori più modesti dei Muse.

Si parte in realtà con un grande brano, “Satellites”, potente e melodioso, costruito su una struttura di synth esplosivi, il cantato angelico di Jonas e il drumming profondo. Un bell’incrocio tra gli ELO e la delicatezza dei  Supertramp.  Già con “Witness” si perde il focus: piena di effetti, satura, troppo Bloc Party per intenderci. E non si  capisce dove vada a parare. La iper zuccherosa “The Night Believer” non aggiunge niente, anche se è gradevole all’ascolto. Aggiunge qualcosa invece la drammaticità di “Clinging to a Bad Dream” con i suoi accordi in minore e le sue pause; anche se poi si perde il brano merita. Poi si torna alla sconclusionatezza di brani come “My Complications” in cui la ricerca delle strutture progressive  non è sorretta da un tracciato melodico all’altezza.

Nel complesso di +/-  rimane poco. Le prossime prove dovranno essere essenziali e meno prodotte e i Mew dovranno scegliere tra l’”ingenuo” indie pop di cui sono apprezzati interpreti e il tentato progressive di questo album.

Voto: 5/10

Tracklist:

  • 1 · Satellites
  • 2 · Witness
  • 3 · The Night Believer
  • 4 · Making Friends
  • 5 · Clinging To A Bad Dream
  • 6 · My Complications
  • 7 · Water Slides
  • 8 · Interview The Girls
  • 9 · Rows
  • 10 · Cross The River On Your Own

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