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Recensioni | Pubblicato il 3 aprile 2014

Micah

Micah P.Hinson

Micah P.Hinson And The Nothing

Genere: Folk Blues

Anno: 2014

Casa Discografica: Talitre

Servizio di:

Il malato, il vagabondo, il tormentato è tornato. L’uomo che da ragazzo cominciò a vagare per il Tennessee e il Texas alla ricerca di sé stesso e in fuga da un presente conformista in una piccola comunità, si ripresenta con una collezione di canzoni scarne, abrasive, ispirate e senza speranza. Micah P.Hinson è un artista a sé, perché la polvere di cui canta l’ha mangiata lui per primo; le sofferenze che evoca le ha patite intensamente; i dolori (come quelli dell’incidente d’auto del 2011 che ha messo a rischio carriera e stile di vita) li ha vissuti sulla sua pelle.

E’ un artista maledetto e pieno di talento. Pieno di energia e di lacrime. Di storie mai a lieto fine e odore di whisky. Di voce roca e scatti di romanticismo. E accostare la sua poetica al Tom Waits d’annata sporco e intimista è solo un esercizio di stile. Il suo folk-blues è vita vissuta e in quanto tale va rispettato e apprezzato.

Micah P.Hinson and the Nothing arriva dopo l’incidente e la pausa forzata che ne è derivata. Alcuni demo del 2011 sono stati la base per l’opera, che ci consegna un uomo ferito che lotta ancora (contro il niente) per un posto nel paradiso dei reietti. Alcuni amici (tra i quali i Twilight Sad) lo hanno aiutato a creare le canzoni in condizioni fisiche difficili. E la francese Talitres lo pubblica, dopo la registrazione in Spagna insieme a musicisti locali.

L’iniziale “Are You Just A Dream” è un rock’n'roll ad alto tasso alcolico che la voce sguaiata di Micah e l’approccio lo fi rendono squisitamente punk. Mentre “The One To Save You Now” è uno slow fumoso e triste che ricorda episodi delicati di Tom Waits e che rimanda ad occasioni perse. E poi “It ain’t Moving” si costruisce su una nota di pianoforte e si sviluppa sulla voce di carta vetrata e struggente di Micah. Una canzone fatta di vuoti, di silenzi, di magia vera. “The Same Old Shit”, brano non particolarmente ottimista, presenta il lato country e desertico di Micah, mentre “Son Of The USSR”, accarezzata da una chitarra dolente e tastiere sognanti, si trasforma a poco a poco in una bella ballata tutta da ascoltare. Brani come “God Is Good” sono frutto delle frequentazioni desertiche e folk del nostro, e rasentano il gospel, ricordando la giovinezza in una famiglia molto religiosa. “The Quill” poi è un’altra ballata struggente che il pianoforte rende delicata e la voce trasforma in preghiera.

Insomma, Micah P.Hinson è un songwriter maledetto e marginale, ma merita un ascolto attento e la dedizione che si deve agli artisti ispirati. Buon ascolto.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · How Are You Just A Dream?
  • 2 · On The Way Home (To Abilene)
  • 3 · The One To Save You Now
  • 4 · I Ain't Movin' x
  • 5 · The Same Old Shit
  • 6 · The Life, Living, Death And Dying Of One Certain And Peculiar L.J. Nichols
  • 7 · Sons Of The USSR 8c 9.
  • 8 · There's Only one name
  • 9 · God Is Good
  • 10 · The Quill
  • 11 · Love, Wait for me
  • 12 · A Million Light Years

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