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Recensioni | Pubblicato il 28 marzo 2013

mirrorsFRONT

We, The Modern Age!

Mirrors

Genere: Indie-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Ghost Records

Servizio di:

Spesso ci dimentichiamo di pensare alla musica come semplice intrattenimento e di pensare solo alla continua ricerca di qualcosa che sia nuovo a tutti gli effetti, sempre e comunque. C’è anche qualcosa che suona già familare e già sentito ma è fatto così bene che il tutto cambia prospettiva e rende molto gradevole l’ascolto.

E’ questo il caso dei We, The Modern Age!, trio proveniente da Varese. Attivi dal 2009, nel 2011 esce il loro primo ep. Quest’anno tocca all’album di debutto intitolato Mirrors uscito per Ghost Records. C’è una volonta di ripercorrere due decenni interi fra le influenze britpop degli anni ’90 e la scena indie che ha caratterizzato la prima parte degli anni ’00.  Siamo quindi in quel vasto calderone dell’indie-rock che vuol dire tutto e niente. La band varesina spicca per un’accurata cura delle parti strumentali e anche della vocalità. Una composizione ed esecuzione ragionata che permette di esprimere sia il senso melodico di fondo che caratterizza l’album che anche la parte più impulsiva e robusta.

Questo loro lavoro si può notare subito nella traccia d’apertura “Intro” con la crescita e la decrescita ritmica simmetricamente quasi perfette. Anche la voce, come si può ammirare in “Golden years“  è da elogiare per la sua capacità di tenere i ritmi e modificare tonalità all’aumentare delle distorsioni. Le successive “PLS” ed “Eighteen” sono due pezzi che richiamano maggiormente (soprattutto nella parte centrale) le sfumature wave che hanno segnato il brand di molte band del decennio scorso. Al contrario “Standing on the Shore of Nothing” è l’espressione del rock targato anni ’90.

Ritmi molto sostenuti li ritroviamo nelle travolgenti e ficcanti “Door Selection” e “Gotta Love You More”. Ma la loro bravura sta anche nel creare melodie calibrate e lo dimostrano in maniera totale con “Brooks Stevens” , nella seppur tesa “A Million Eyes” o nel finale della serrata “Ride”. Un album di compromessi storici e di equilibri ritmici: in poche parole, un buon debutto.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Intro
  • 2 · Golden Years
  • 3 · PLS
  • 4 · Standing On NothingThe Shore Of
  • 5 · Brooks Stevens
  • 6 · Eighteen
  • 7 · Door Selection
  • 8 · A Million Eyes
  • 9 · Gotta Love You More
  • 10 · Ride

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