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Recensioni | Pubblicato il 21 gennaio 2014

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Manuel Volpe

Gloom lies beside me as I turn my face towards the light

Genere: Folk/Jazz, Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: Goat Man Records - Audioglobe

Servizio di:

Una cosa è certa, ad averlo ascoltato un po’ di tempo prima, il primo lavoro di Manuel Volpe sarebbe probabilmente rientrato tra le migliori uscite dell’anno appena passato: il sottoscritto ne fa ammenda e cerca di recuperare con ascolti ripetuti e qualche riga di pubblico elogio.

Classe 1988, di famiglia siciliana ma nato a Jesi, in provincia di Ancona, Manuel Volpe esordisce nello scorso mese di maggio con Gloom lies beside me as I turn my face towards the light, album intimista e raffinato che porta alla luce un talento del quale si stenterebbe a crederne l’età anagrafica.

A metà tra un folk oscuro e sonorità vicine al jazz, intrise del fascino noir di artisti come Nick Cave, Tom Waits e Hugo Race, il giovane musicista marchigiano cala nove assi dai suoni maturi e dagli arrangiamenti perfettamente curati in ogni minimo dettaglio, sul quale va ad innestarsi una voce elegante e calda.

Dalle ambientazioni desertiche di “A ruin” allo swing suadente di “Lay to rest” e “Maria Magdalena”, passando per i panorami balcanici di “The latest rose” e “The woeful harbour”, il rischio di rimanere ipnotizzati dalle carezze sonore regalate da Volpe è più che una possibilità, in un viaggio costantemente ammantato di finezza e grazia.

Finezza e grazia che si mantengono inalterate anche nei passaggi di registro, toccando per esempio attimi di commozione nella breve traccia strumentale “Penumbra” o lidi più festosi nella cinematografica “Porto Empedocle”, senza perdere la bussola neppure nella folk balladDog’s heart” o nella colorata chiusura di “The bored”, in cui deliziose trame di fiati sembrano voler accompagnare l’ascoltatore verso l’uscita da un mondo oniricamente piacevole.

Disco capace di emozionare e di farsi amare sin dalle prime battute, Gloom lies beside me as I turn my face towards the light porta alla ribalta un autore che, senza ombra di dubbio, sarà capace di far parlare di sé negli ambienti in cui la Musica, quella con la maiuscola, è ancora elemento vitale: un nome su cui scommettere e, soprattutto, da cui lasciarsi rapire.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · A ruin
  • 2 · The latest rose
  • 3 · Lay to rest
  • 4 · The woeful harbour
  • 5 · Penumbra
  • 6 · Dog's heart
  • 7 · Maria Magdalena
  • 8 · Porto Empedocle
  • 9 · The bored

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