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Recensioni | Pubblicato il 20 gennaio 2014

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Mogwai

Rave Tapes

Genere: post-rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Rock Action / Sub Pop

Servizio di:

C’è una straordinaria qualità, se così si può chiamare, che i Mogwai hanno e che è passata spessissimo inosservata. Hanno creato un curioso meccanismo di proporzionalità inversa tra la bruttezza (opinabile) delle copertine degli album e la bellezza assoluta contenuta all’interno della copertina stessa. Anche con Rave Tapes il discorso non cambia; il contenuto vale davvero tanto, il succo del nuovo lavoro è accurato e mai banale, riuscendo a mantenere l’altissimo livello dei precedenti sette album ufficiali della band.

Il nuovo disco, la cui uscita è prevista per il 21 di gennaio, è composto da 10 tracce, tutte collegate tra loro ma allo stesso tempo indipendenti le une dalle altre. L’ottava prova in studio è stata registrata assieme a Paul Savage al Castle of Doom a Glasgow. 50 minuti di non immediata fruizione così come è in “stile Mogwai”; per comprenderlo appieno non basta un ascolto distratto, è necessario assimilarlo con calma, approfondendo attentamente ogni singola sfumatura del suono.

Se i fedelissimi hanno avuto un colpo al cuore con il singolo d’esordio “Remurdered”, terza traccia del disco, tanto 80’s, tanto Atari, tanto kitch e poco Mogwai, con le restanti nove tracce ritorneranno alle vecchie sane abitudini, con quell’estasi sonora che da sempre accompagna la band scozzese. Si inizia col minimalismo di “Heard About You Last Night”, una sorta di tramite tra Rave Tapes e Les Revenants, album del 2013 nonché soundtrack ufficiale dell’omonima serie tv francese.

“Repelish” contiene al suo interno quell’oscuro fascino tanto caro a Braithwaite e soci, condito da un’inaspettata vena ironica durante la trattazione complottistica del presunto messaggio satanico contenuto all’interno di Starway To Heaven dei Led Zeppelin“Hexon Bogon” e “Master Card” si spingono, tramite echi e chitarre, su derive altamente rock, legate al graffiante passato, tramutandosi in pecore nere all’interno di un album intimo ed evocantivo, con la percezione inconscia di atmosfere remote e luoghi lontani. Il trittico finale, capitanato da “Blues Hour”, in cui la melodia è al centro di tutto, e colorato dalle tinte tenui di “No Medicine For Regret”, ne è l’esempio lampante. La chiusura è affidata alla struggente “The Lords Is Out Of Control”; la traccia veste i perfetti panni dello sfogo ultimo, dopo nove tracce cariche di pathos ed emotività con chitarre ed elementi elettronici in continuo dialogo.

Rave Tapes convince, con incursioni elettroniche dosate ed azzeccate in un mare di chitarre sempre esplosive. Sembra che il debordante carisma della band di Glasgow abbia creato uno scudo protettivo contro ogni possibile insuccesso e fallimento.

Mai giudicare un disco dalla copertina quindi, specialmente se il disco in questione è dei Mogwai.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Heard About You Last Night
  • 2 · Simon Ferocius
  • 3 · Remurdered
  • 4 · Hexon Bogon
  • 5 · Repelish
  • 6 · Master Card
  • 7 · Deesh
  • 8 · Blues Hour
  • 9 · No Medicine For Regret
  • 10 · The Lord Is Out Of Control

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