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Recensioni | Pubblicato il 4 ottobre 2013

Pure Bathing Culture

Pure Bathing Culture

Moon Tides

Genere: Dream-pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Memphis Industries

Servizio di:

Dopo le varie anticipazioni che vi abbiamo proposto nei mesi scorsi, siamo in grado di dirvi che pasta sono fatti i Pure Bathing Culture. Il duo di Portland, con un ep all’attivo,  è composto da Daniel Hindman e Sarah Versprille. Moon Tides è l’album d’esordio e vede la produzione di Richard Swift degli Shins.

Con un titolo emblematico, e’ un disco che punta sulla fluidità, che vuole valorizzare determinate atmosfere che risultano intangibili e prendono concretezza con un suono raffinato, che procede in punta di piedi. E’ l’arte dell’armonia nel quale gruppi storici e più recenti sono stati racchiusi della scatola denominata “dream-pop”.

Il duo entra in modo totale negli schemi del genere e non punta ad abbaterli ma piuttosto cerca di assecondare le capacità vocali di Sarah Versprille (con vette nell’interpretazione della finale “Temples of the Moon“) che solidifica l’eleganza e l’estetica del delicato tappeto sonoro fatto di arpeggi di chitarra e soffusi spiragli sintetici (in alcuni casi leggermente sovrastante come avviene in “Scotty“). Ma i punti di forza sono l’intreccio e la metodica tessitura  che avevamo già apprezzato nei singoli promozionali “Pendulum” e “Dream the dare“.

Ci sono anche momenti in cui la componente pop è prevalente e lo dimostra un brano come “Twins“, nella quale l’aspetto armonico e d’impatto emotivo è amplificato.  Fra i brani di maggiore interesse “Seven 2 One ” assume un valore particolare perchè è il pezzo che ritmicamente ha un approccio più tortuoso senza perdere il fascino etereo dell’album. Anche “Only Lonely Lovers” merita una citazione per come si propone il flusso vocale che da il senso di quella giuntura con gli strumenti.

E’ un debutto insolito e nel quale è difficile individuare cosa colpisca del gruppo, considerato la totale riproposizione di strutture ben note. Ma è proprio questo che li fa emergere ovvero la loro funzionalità storica: ricordarci gli aspetti migliori del genere, farlo con talento e tecnica, capacità di scrittura e di incastonatura del puzzle melodico. Non si insegue una moda o un impatto facile ma semplicemente l’attitudine naturale. E’ questo che rende Moon Tides un esordio interessante, soprattutto in prospettiva di sviluppo del sound di base.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Pendulum
  • 2 · Dream The Dare
  • 3 · Evergreener
  • 4 · Twins
  • 5 · Only Lonely Lovers
  • 6 · Scotty
  • 7 · Seven 2 One
  • 8 · Golden Girl
  • 9 · Temples Of The Moon

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