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Recensioni | Pubblicato il 10 gennaio 2014

Testa

Fabrizio Testa

Morire

Genere: Alt-Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Il primo disco di cui vi parliamo quest’anno ci riporta ad uno dei protagonisti dell’annata appena passata. Stiamo parlando di Fabrizio Testa che ha debuttato con Mastice mettendo in mostra tutto il suo talento di compositore e cantautore.

Più che di composizione si può parlare di visione: una impressionante capacità di sviluppare temi musicali coerenti ed efficaci dando peso ad ogni singola parola con ogni singola nota e silenzio e viceversa. Questo succede anche nel suo nuovo album registrato tra Parigi e Milano e mixato e masterizzato da Andrea Dolcino ad Indiehub. Anche questa volta il parco di ospiti che danno voce alle sue intuizioni è degno di nota: Alessandro Camilletti, Xabier Iriondo, Roberto Bertacchini, Amy Denio, Stefano Ghittoni, Federico Ciappini e un coro di alpini (Coro Ana Milano “Mario Bazzi”).

Si intitola Morire e trova la sua ragion d’essere nel titolo: un fiume di riflessioni lungo sette brani sull’evento che da senso alla vita ovvero la Morte. Fabrizio Testa ci offre una visione molto cupa e ritroverete questa cromatura sia nei testi che nelle composizioni. Ci si muove in tante strade senza via d’uscita o comunque con un’unica destinazione. Il cantautore milanese, con la solita diligenza, attinge da tutte le arti per esprimere il suo impeto interiore e il tutto converge in finali angosciosi, se non crudeli.

Un’interiorità che esprime certamente il disagio e il malessere che ci circonda ma non in una prospettiva di rassegnazione, ma in un’ottica di rivalutazione del valore della vita. Pura poesia che viene espressa magnificamente anche dal punto di vista musicale. Le coordinate non discostano molto da disco precedente ma con piccoli movimenti orizzontali che alimentano l’efficacia del concept.

Si pensi al vigore della componente rumoristica che diventa il perno della composizione di Fabrizio Testa: il flusso minaccioso di “Africa Addio” è l’esempio più rappresentativo; gli strumenti si muovono in maniera convergente con la splendida performance di Xabier Iriondo, la batteria di Testa dosata ma essenziale e la voce di Roberto Bertacchini che si scioglie perfettamente nel quadro compositivo. Questo processo viene armonizzato ad arte ne “Il Giocattolo” che vede il contributo di Federico Ciappini. Il rumore viene anche dilatato, avvolto da una nuvola dark-ambient nella spettrale “La Caccia”, fra i brani più riusciti dell’album.

Ritroviamo anche gli scatti minimalisti che avevamo tanto apprezzato nel primo disco: pensate ad “Uccidere” che esprime il lato più intimo della sua musica nel quale il tocco essenziale strumentale si sposa bene con la dualità vocale, le incursioni noise e la citazione de “Il Vedovo” che completa perfettamente la tematica del brano. Discorso  diverso per “Terreno K” nel quale il minimalismo lo si ritrova nella freddezza del loop di un battito di mano nel quale si fa strada la voce profonda di Alessandro Camilletti (Psycho Kinder).

Il cantautore marchigiano lo ritroviamo anche in “Saronno” (dedicato a Simone Cattaneo), un altro brano dalla forte imponenza emotiva sia per l’interpretazione vocale che per l’eleganza con cui si cerca la via di destrutturazione della base compositiva. Nota d’onore per il brano iniziale “Morire” interpretato dal Coro degli Alpini di Milano diretti dal maestro Marchesotti: un modo efficace per introdurci al tema del disco e che mette al centro la teatralità del lavoro di Testa.

Non c’è altro da dire se non che siamo di fronte ad un altro ottimo lavoro colmo di significato e sostanza. Fabrizio Testa dimostra di sapere legare i due elementi attraverso la capacità di dare  forma alla sfera interiore: una lucidità di scrittura non comune e un livello di composizione capace di esprimersi in maniera non convenzionale ottimizzando gli strumenti a disposizione. Consapevolezza di mezzi e maturità che ci regalano un prodotto artistico qualitativamente completo.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Morire
  • 2 · Africa Addio
  • 3 · Saronno
  • 4 · La Caccia
  • 5 · Uccidere
  • 6 · Terreno K
  • 7 · Il Giocattolo'

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