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Recensioni | Pubblicato il 6 luglio 2015

Four Tet

Four Tet

Morning/Evening

Genere: Hebdenism

Anno: 2015

Casa Discografica: Temporary Residence Limited

Servizio di:

Da quando Four Tet, moniker dietro il quale si cela lo sperimentatore elettronico Kieran Hebden, ha lasciato la Domino Records, sembra che la sua opera respiri ancor più di libertà. L’ultimo prodotto della collaborazione con Domino fu quel meraviglioso “There Is Love In You” del 2010, fondamentale nella definizione di un suono che molti hanno definito addirittura hebdenism, a sottolineare la carica personale e originale dell’opera. Non ci sono andati lontani, perché da allora il suono di Four Tet si è stilizzato e ha mantenuto una sua originalità che gioca con l’elettronica, i ritmi e uno spirito emotivo assai coinvolgente. Tornando alla libertà derivata dall’aver lasciato la Domino Records, sembra che si possa ritrovare questa libertà soprattutto in due aspetti della sua produzione successiva. Innanzitutto la tempistica delle uscite: nel giro di 2 anni Four Tet ha pubblicato “Beautiful Rewind“, “0181” e questo Morning/Evening, più “2011 until 2014” a nome Percussions. Oltre a questo sta il fatto che, come per quest’ultimo lavoro, Four Tet ha anticipato di venti giorni l’uscita del disco, attesa per l’inizio di luglio, facendo uscire a sorpresa queste due tracce. L’altro aspetto, musicalmente più interessante, riguarda invece la struttura di questi dischi: se “Beautiful Rewind” manteneva un canovaccio che lo faceva risalire comunque alle elctronic-pop sogns di “There Is Love In You”, “0181″ e “Morning/Evening” soddisfano invece la vena più sperimentale con il primo composto da un’unica traccia di 40 minuti, il secondo due tracce di 20 minuti, creando così dei lunghi flussi sonori in cui rimanere intrappolati.

Morning/Evening è composto da due sole tracce, come i due lati dei dischi in vinile, dai semplici titoli di “Morning Side” e “Evening Side”. Questa nostalgia verso un sistema oramai passato si riflette anche nel suono: così come per i corrieri cosmici o la psichedelia degli anni ’70, Four Tet attraverso i due lati di questa opera ci consegna due lunghe suite, minimaliste e spirituali, in cui perdersi al mattino e alla sera. La prima prende subito una ripetitività che ricorda gli esperimenti di Terry Riley, in particolare per il mantra che la voce femminile, ciclicamente, ripete, sopra un soffice strato di riverberi elettronici e bassi agitati, risucchiati dai delay e dalle impennate strumentali, fino agli ultimi minuti culmine della suite, in cui i suoni nello stesso tempo si sciolgono e si rilegano a formare un amalgama in cui a farla da padrone sono gli arpeggi dei synth. “Evening Side“, come suggerisce già il titolo, si pone su tutto un altro versante: il suono si fa più plumbeo e cupo, ma il caratteristico melodismo di Four Tet appare sempre in filigrana: si tratta di un pezzo più che da sera, da notte, da ritorno a casa quando intorno è tutto buio, con il solito mantra di voci in sovrapposizioni, i finissimi contrappunti elettronici e gli arepeggi estatici. Sembra che gli esperimenti minimalistici abbiano avuto un peso decisivo nella creazione di questo disco, in particolare per quanto riguarda le note, prese nel loro continuo accavallarsi e mescolarsi con il resto del tessuto sonoro.

Kieran Hebden ha anticipato l’uscita del disco, che è apparso in una data emblematica: il 21 giugno, solstizio d’estate e giornata più lunga dell’anno, come a suggerire che si tratta del giorno migliore per assaporare questo lavoro. i nomi delle due tracce rispecchiano perfettamente ciò che contengono e il momento della giornata per cui sono pensate, sottolineando ancora una volta la preparazione e il pensiero che riseide dietro ogni opera di Four Tet. Non resta che augurare a tutti di seguire le note hebdeniane e perdere il loro mattino e la loro sera, inseguendo il fantasma di questo imprevedibile mago elettronico.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Morning Side
  • 2 · Evening Side

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