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Recensioni | Pubblicato il 20 marzo 2013

Teho Teardo

Teho Teardo

Musica for WIlder Mann

Genere: Elettronica, Soundtrack, Post-Classical

Anno: 2013

Casa Discografica: Spècula Records

Servizio di:

La Commistione fra arti è una pratica che sta prendendo piede in maniera frequente negli ultimi anni e che amplia quel concetto di contaminazione, rappresentando la musica contemporanea che cerca di travalicare i confini del genere. Questo lo sa bene Teho Teardo, il compositore di origine friulane che più volte nella sua carriera ha incontrato la strada del cinema (Diaz, Il Divo, Denti, La Nave Dolce).

Il suo nuovo lavoro, Music for Wilder Mann, incrocia ancora una volta la strada dell’arte visiva ma su un altro livello ovvero quella della fotografia. Le otto composizioni che compongono l’album sono ispirate al lavoro del fotografo francese Charles Frèger sulla figura dell’Uomo Selvaggio. Come da comunicato stampa: Sono i ritratti di uomini che indossano costumi fatti con pelli animali e che rappresentano, in modo rituale, la trasformazione in selvaggi, divenendo orsi, cinghiali, mostri e diavoli che terrorizzano, esseri che sbalordiscono, sormontati da corna o palchi di cervo per celebrare il ciclo della vita e delle stagioni che cambiano.

Un ritorno alle origini, allo stato selvaggio della nostra esistenza, un altro tema ricorrente della musica contemporanea: Teho Teardo lo fa sviluppando essenzialmente due fili conduttori: uno è quello di una nostalgia come risposta alla saturazione di certi aspetti della modernità del nostro globo, a rappresentare quella naturalezza perduta. Questo avviene attraverso sonorità che si avvale di strutture post-rock e passaggi classici costruiti con l’aiuto dei compagni di viaggio Balanescu Quartet, Julia Kent e Martina Bertoni. L’altro strato è invece rappresentato da qualcosa di più conturbante e abrasivo, dell’aspetto timoroso dell’aspetto selvaggio che si riversa nelle incursioni e destrutturazioni elettroniche (potete, ad esempio, ammirarne l’efficacia in “Wilder Mann” o nella finale “Ultra You”).

L’apertura del disco con “Attonita” è minimale, cupa ed evocativa non rilasciando mai lo stato di tensione e amplificandolo nel finale. Quella stessa atmosfera che si presenta nella straordinaria “The Rapture Institute” ma con un’elaborazione più fitta. Lo stesso percorso si ritrova per metà in “Wake up the bear” che col passare dei secondi ne guadagna in solennità e scioltezza.

A Guide for Small Joys” e ”Dead Tree Huggers” fanno invece emergere l’aspetto ambientale della sua musica, quello da colonna sonora che più lo caratterizza nell’immaginario collettivo. Ma anche in questi pezzi non mancano subliminali ed eleganti segni di “erosione” della linearità del brano. “Transfiguration of a bear” è l’ennesima controprova di questo album di come ci sia una ricercatezza rivolta ad una maggiore essenzialità con rare sovrapposizioni e con impercettibili spazi alla pomposità. Uno dei migliori brani dell’album.

Teho Teardo ha svolto un meticoloso lavoro dando consistenza e profondità alle immagini e conferendo poeticità alle fotografie senza bisogno di esprimere parole. Un altro centro per il multistrumentista friulano, in attesa del suo prossimo lavoro con Blixa Bargeld.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Attonita
  • 2 · Wilder Mann
  • 3 · Wake Up The Bear
  • 4 · Dead Tree Huggers
  • 5 · The Rapture Institute
  • 6 · Transfiguration of a Bear
  • 7 · A Guide For Small Joys
  • 8 · Ultra You

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