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Recensioni | Pubblicato il 20 maggio 2014

Caught In The Wake Forever - My Family Goes On Without Me

Caught In The Wake Forever

My Family Goes On Without Me

Genere: Elettroacustica, Folk

Anno: 2014

Casa Discografica: We Live Amongst The Ruins

Servizio di:

Non abbiamo mai nascosto la nostra passione per alcuni progetti musicali e infatti, per i lettori più “accaniti”, non risulterà nuovo il nome di Caught in the Wake Forever ovvero il progetto del multi-strumentista e cantautore scozzese Fraser McGowan.

Una delle migliori manifestazioni della musica elettroacustica e della sperimentazionie, Fraser McGowan riprende idealmente il suo album del 2012 Against A Simple Wooden Cross e con l’impronta stilistica del diario ha prodotto nove nuovi brani racchiusi nel nuovo album My Family Goes On Without Me. E’ un lavoro che fa da spartiacque su vari livelli, a partire dalle tematiche essendo un album che si sofferma sulla transizione e sull’andare avanti rispetto a tante situazioni e personaggi che legano la nostra vita da adulti.

Ma è il sound che prende una determinata direzione. Restano tutti gli aspetti che caratterizzano il suo stile e il livello di intimità inalterato: lo stile narrativo si sposta da una dimensione prevalentemente strumentale ad una complessità che si concretizza con una maggiore presenza del fattore vocale e delle strutture folk in generale.  Il primo singolo “Forever Children” ha dato subito questa impressione. La trama elettronica è sempre presente ma in maniera più attenuata (restando protagonista in alcuni brani come”Riverside House” e “Overwintering“), in una prospettiva melodica e non di destrutturazione.

Up There in the Briggs” è il brano che meglio rappresenta questo “salto”: la voce sussurrata, l’elettronica che segue il flusso acustico (e succede questo anche nei pezzi di impostazione ambient come “I Will Always Let You Down” e “With The Permission Of The Oil Burners“), amplificando l’esperienza interiore. Sulla stessa linea si posiziona “Gentle Dawn” che fa emergere due ulteriori aspetti: la maggiore accessibilità del suono e atmosfere meno insidiose rispetto ai precedenti lavori.  Dal punto di vista emozionale, il massimo risultato è ottenuto nell’essenzialità e nella cura dell’intreccio strumentale di “Within Seconds You Were Gone” e nell’intensità del trasporto della finale “My Thoughts They Turn To Dying Again” che esprime (non solo attraverso lo spoken word iniziale) tutto il senso del disco.

Il musicista scozzese ha saputo ben coniugare il tema portante del disco con l’evoluzione del suono: per andare avanti, è sempre necessaria una svolta lasciando andare quella carrozza che noi chiamiamo passato; e Fraser McGowan ha reimpostato il suo approccio alla musica in una direzione più acustica ma non meno incisiva e soprattutto senza perdere la sua identità che esce rafforzata dopo questo ennesimo gioiello discografico.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Riverside House
  • 2 · Gentle Dawn
  • 3 · I Will Always Let You Down
  • 4 · Forever Children
  • 5 · Overwintering
  • 6 · Within Seconds You Were Gone
  • 7 · With The Permission Of The Oil Burners
  • 8 · Up There in The Briggs
  • 9 · My Thoughts They Turn To Dying Again

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